Notizie Basilicata

ROMA: AGRINSIEME CORONAVIRUS, AGRICOLTORI ESCLUSI DA DL LIQUIDITA

Basilicatanews - Mer, 08/04/2020 - 12:15

CONFIDIAMO CHE SI RIMEDI AL PIÙ PRESTO A TALE MANCANZA. IL FONDO PER LE PMI POTREBBE NON RILASCIARE GARANZIE A FAVORE DELLE IMPRESE AGRICOLE 

Roma, 7 aprile 2020 – “La gran parte delle aziende agricole sembra al momento essere esclusa dalla platea dei beneficiari del cosiddetto DL liquidità, approvato durante l’ultima riunione del Consiglio dei ministri, proprio nel momento in cui all’agricoltura viene richiesto il massimo sforzo produttivo per il Paese”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italianiConfagricolturaCopagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, a margine del vertice dei ministri durante il quale è stato dato il via libera a un Decreto-Legge con disposizioni urgenti per il sostegno alla liquidità delle imprese e all’esportazione.

“Da una prima lettura della bozza attualmente in circolazione, infatti, sembra emergere chiaramente come per misurare l’entità del finanziamento si faccia riferimento solo al bilancio delle aziende, documentazione che è predisposta solo da una parte delle aziende agricole, mentre per altre è prevista una fiscalità diversa; stesso discorso vale per il Fondo per le piccole e medie imprese-PMI, che non opera a garanzia delle imprese agricole” rimarca il Coordinamento, ad avviso del quale “si rende, quindi, necessario che nel DL liquidità venga contemplato e adeguatamente alimentato il Fondo Ismea che opera in agricoltura, in quanto allo stato attuale l’agricoltura sembra per la gran parte esclusa dagli interventi proposti”.

“A nostro avviso si tratta di una grave dimenticanza e, pertanto, chiediamo l’inserimento di tutte le aziende agricole italiane tra i beneficiari di questa misura. Gli agricoltori, in questo momento di emergenza, sono le fondamenta del Paese, perché consentono quotidianamente l’approvvigionamento di cibo fresco a tutti i cittadini e non possono essere assolutamente lasciati indietro”, conclude Agrinsieme.

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POTENZA: START-UP LUCANA “IL BORGHISTA” la nostra proposta post-coronavirus

Basilicatanews - Mer, 08/04/2020 - 12:12
Gentilissimi, mi chiamo Piero Santoro e sono il fondatore della start-up innovativa italiana “il borghista” – il turista di borghi – una piattaforma unica nel suo genere in tutto il territorio nazionale.

Il 24 febbraio 2020, in uno dei momenti più complessi della storia del nostro Paese, ignari di quanto stesse per accadere realmente, io e il mio Team abbiamo lanciato il portale turistico interattivo www.ilborghista.it, frutto di un lungo lavoro e tanta passione.

Mi piacerebbe parlarvene, nella convinzione che la nostra start-up possa costituire un aiuto concreto per il futuro prossimo del nostro Paese e fungere da cassa di risonanza per tutta quella parte d’Italia poco valorizzata e, talvolta, nascosta. Per spiegare il progetto in modo semplice, il borghista intende riunire sul portale tutti i Comuni d’Italia – compresi quelli fuori dal circolo virtuoso del turismo -,  le Attività commerciali – quali ristoranti, panetterie, pasticcerie… – e gli Artigiani. Per farlo, tutti coloro che vorranno aderire dovranno registrarsi sul portale per poter accedere alla propria area riservata, all’interno della quale potranno inserire autonomamente e in qualsiasi momento la propria offerta:
  • Per i Comuni: descrizione e storia, cose da fare/vedere, eventi e sagre, itinerari, galleria fotografica;

  • Per le Attività Commerciali: descrizione dell’attività, galleria fotografica e dettagli (es. piatto tipico del borgo, specialità del ristorante/panetteria/pasticceria, menu completo e menu del giorno);

  • Per gli Artigiani: descrizione dell’attività, galleria fotografica e prodotti (es. oggettistica, prodotti locali).

Consci della situazione di difficoltà, abbiamo deciso di offrire gratuitamente questa opportunità a tutti coloro che desiderano rimettersi subito in gioco. La nostra convinzione è che i borghi d’Italia e le attività commerciali ed artigiane che li tengono in vita, riuniti su un unico portale, possano essere più appetibili dal punto di vista turistico, offrendo, così, un ventaglio di offerta più ampio e un’alternativa slow tourism al turismo “mordi e fuggi”. Di fatto il portale, facilitando l’accesso alle informazioni, sottrae il Turista alle ricerche estenuanti sul web, consentendogli, grazie alla geo-localizzazione, di visualizzare tutte le attività da poter svolgere nel borgo oggetto del suo viaggio, comprese quelle dei paesi limitrofi: gli basterà definire il raggio di azione. Fra i risultati attesi, auspichiamo alla valorizzazione delle bellezze più o meno nascoste di tutti i borghi d’Italia, ma soprattutto vogliamo combattere lo spopolamento, incentivando il capitale umano presente nei borghi a restare e ad accrescere fiducia nelle potenzialità del proprio territorio, in piena ottica di coesione socio-economica, con conseguenti ricadute economiche interessanti.

Presto torneremo a viaggiare e le ultime tendenze ci dicono che viaggeremo in Italia.

Un turismo lento e sostenibile andrà sempre più affermandosi e un nuovo profilo di viaggiatore andrà sempre più delineandosi: il turista di borghi, il borghista  Siamo certi che, facendo rete, si possa uscire da questa emergenza più forti e più coesi.

Contiamo sul vostro aiuto nel dar voce a questa opportunità, oggi più che mai preziosa per tutti.  Sperando di aver suscitato il Vostro interesse, porgo cordiali saluti, Piero Santoro

Fondatore de “il borghista” – il turista di borghi

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POTENZA: Coronavirus: Coldiretti Basilicata in aiuto alle famiglie più bisognose

Basilicatanews - Mer, 08/04/2020 - 12:08

Anche Coldiretti Basilicata si è mobilitata da giorni per aiutare a combattere le nuove povertà e affrontare la crescente emergenza alimentare. E lo ha fatto  direttamente attraverso gli agricoltori di Campagna Amica con l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino a domicilio”.  In pratica i cittadini che ricevono la spesa a casa attraverso i mercati e le fattorie di Campagna Amica della regione  possono decidere di donare un pacco alimentare alle famiglie più bisognose sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso si tratta però di frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Basilicata, di qualità e a km zero che gli agricoltori di Campagna Amica andranno a consegnare gratuitamente alle famiglie bisognose in accordo con i Comuni. Ma  Coldiretti Basilicata sta portando avanti anche altre iniziative  finalizzate ad aiutare chi ha più bisogno. A Matera i produttori del mercato Campagna Amica  hanno donato circa 150 chilogrammi di generi alimentari e vino  alle case di accoglienza “don Tonino Bello” e “della Bruna”, guidate da don Angelo Tataranni della parrocchia di “San Rocco”.  Il tutto è stato recapitato ai volontari delle mense che in questo periodo preparano 102 pasti al giorno, distribuiti alle persone meno abbienti.  A Metaponto, invece,  la locale sezione di Coldiretti, attraverso la generosità degli imprenditori agricoli Giuseppe Abbatepaolo, Pasquale Parente e i fratelli  Vincenzo e Giuseppe  Colombrino,    ha donato alla Caritas  interdiocesana di Metaponto e Bernalda un’ingente quantità di finocchi, cavoli e patate da distribuire alle famiglie più bisognose della zona. “Si tratta di un’azione di grande responsabilità dell’agricoltura – commenta il presidente provinciale di Coldiretti Matera, Gianfranco Romano –  in una situazione in cui le misure restrittive per contenere il contagio e la perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, hanno aggravato la situazione e aumentato il numero di persone costrette a chiedere aiuto per il cibo con la distribuzione di pacchi alimentari. Ringrazio tutti gli imprenditori aderenti a Coldiretti che stanno dimostrando con atti concreti quanto il valore della solidarietà sia avvertito dal mondo agricolo lucano ”.

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POTENZA: UN MONDO di CHIACCHIERE e un MONDO di FATTI

Basilicatanews - Mer, 08/04/2020 - 11:33

Nel pieno dell’emergenza da coronavirus mi ha profondamente colpito la foto, riportata sopra, tratta dal numero dell’Espresso del 5 aprile, con questa didascalia “il figlio di un anziano sospetto COVID accarezza il padre prima che venga trasportato in ospedale, a Ponte San Pietro (BG)”.

In questa fase l’unità di facciata mostra ogni giorno crepe sempre più evidenti. Sempre dall’articolo dell’Espresso: “L’emergenza si fa burocrazia che indica ai cittadini i metri da percorrere, la compagnia di un bambino o di un cane, in un florilegio di disposizioni, decreti, interpretazioni, spesso in contrasto tra di loro. L’INPS litiga con i cittadini, le regioni litigano con lo Stato centrale, l’Italia litiga con gli altri paesi europei. Il virus distanzia, disgrega e ancor di più lo farà dopo la decisione del governo di prorogare il lockdown.”

In Basilicata, con l’aumento dei numeri dei casi positivi, con l’aumento purtroppo dei decessi, è aumentata oltre misura il livello della polemica con la classica commedia di tutti contro tutti.

E allora ci permettiamo di riflettere a voce alta, cercando di rispondere con i Fatti alle tante, e spesso inutili, Chiacchiere che girano in tutti gli ambienti:

  1. Chiacchiere: perché la regione pur avendo avuto oltre 1 mese di tempo dai primi casi di Codogno e Vò non si è preparata adeguatamente? Fatti: la prima necessità per la Basilicata (comune a tutte le regioni del centro-sud) è stata quella di approntare i servizi ospedalieri soprattutto i reparti di terapia intensiva. Ebbene sono stati individuati e potenziati i posti letto della rianimazione dell’Ospedale San Carlo e dell’Ospedale Madonna delle Grazie, sono stati individuati anche gli ospedali COVID per la gestione dei pazienti meno gravi (individuazione che ha sollevato subito critiche da parte di politici vecchi e nuovi). Poi emergendo il dato di una alta percentuale di mortalità rispetto al numero di casi ricoverati, si è riflettuto che forse in Basilicata giungevano in ospedale pazienti già in condizioni critiche e quindi si è deciso di potenziare la capacità di gestione dei pazienti meno gravi sul territorio, come suggerito dalla FIMMG, con l’istituzione delle Unità COVID e la predisposizione di una piattaforma web per la segnalazione dei casi e il monitoraggio delle condizioni cliniche di questi soggetti posti in isolamento. A breve partirà anche un’APP scaricabile sul telefonino o su tablet, forniti in comodato d’uso gratuito dall’ASP, per avviare un sistema di telemedicina per il controllo domiciliare dei pazienti positivi.

  2. Chiacchiere: perché non fare tamponi a tappeto? siamo una piccola regione con 560.000 abitanti, che ci vuole? Fatti: in Italia solo il Veneto ha attuato una politica di tamponi a tutti. Questo però è stato possibile grazie all’intuizione del Prof. Crisanti dell’Università di Padova, che davanti alle prime notizie provenienti dalla CINA a fine gennaio (il primo positivo in Italia è datato 21 febbraio) propose al Governatore Zaia (che ha avuto la prontezza di accogliere la proposta) l’acquisto di un enorme quantitativo di tamponi (oltre un milione). La stessa cosa non è successo in Lombardia, ad esempio, dove si è scelto una strada diversa e per certi versi rilevatosi sbagliata, considerato il prezzo pagato in termini di vite umane. Sì in Basilicata si poteva fare diversamente ma ora non è il momento di polemizzare su questo. Oltretutto qualcuno ha provato a fare i calcoli (non economici) sulla possibilità e capacità di effettuare e soprattutto processare un numero enorme di tamponi? In Basilicata dai 50 tamponi giornalieri si è passato ai 250 e forse a breve arriveremo anche a 500 tamponi giornalieri. Orbene, si ha cognizione di quanto tempo occorrerebbe per fare i tamponi a tutti i nostri cittadini? Ebbene 1120 giorni senza contare il numero di tamponi (2 come minimo) necessari per dichiarare guarito un soggetto positivo al COVID-19. Adesso i tamponi, i reagenti sono prodotti richiestissimi non solo in Italia ma in tutto il mondo, per cui l’approvvigionamento non è semplice. Si è in attesa che le sperimentazioni sui test rapidi chiariscano l’attendibilità e l’efficacia degli stessi per poter intercettare soprattutto i pazienti positivi ma asintomatici che, secondo alcuni studi più accreditati, si aggirano intorno al 10 % della popolazione residente (quindi in Basilicata circa 56.000).

  3. Chiacchiere: Perché c’è carenza di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) per il personale sanitario? Possibile che le Aziende Sanitarie hanno distribuito quantità risibili ai propri medici, dipendenti e convenzionati? Fatti: anche qui vale lo stesso discorso fatto per i tamponi. Nel momento in cui in Italia è la Protezione Civile incaricata dell’approvvigionamento di tutto il materiale necessario è difficile imputare responsabilità oggettive alla Regione e alle Aziende. Il fatto di cronaca del materiale consegnato agli ordini dei medici dalla protezione civile e ritirato immediatamente perché non idoneo la dice lunga sulle difficoltà organizzative. Non ripeto ciò che è facilmente desumibile dalla cronaca nazionale sul fabbisogno di questi dispositivi e sulla reale disponibilità degli stessi. Gli ordini dei medici di Matera e Potenza, la FIMMG (sia nazionale che locale) hanno provveduto a fare acquisti in proprio per dotare i propri medici di un quantitativo minimo di DPI, anche se tutto è sub-judice perché potrebbe succedere che il materiale acquistato (grazie alla sottoscrizione nazionale avviata da FIMMG) potrebbe non passare la dogana ed essere sequestrato dalla Protezione Civile.


In conclusione in questo caos cerchiamo di non perdere la bussola: la regione e le asl facciano ogni sforzo per migliorare la qualità assistenziale ai propri cittadini: le carenze, i ritardi, i disservizi osservati finora siano di sprono per rendere la macchina organizzativa efficiente nel dare risposte ai bisogni dei cittadini; i medici e gli operatori sanitari (con le dovute e necessarie protezioni individuali) facciano fino in fondo il proprio dovere; i cittadini osservino le raccomandazioni delle autorità e la politica faccia la politica, dia gli indirizzi generali, intervenga nella programmazione degli interventi, metta in atto strumenti di controllo e verifica, ma si tenga lontana mille miglia dalla operatività di tutti i giorni, perché foto come quella del fotografo Fabio BUCCIARELLI dell’Espresso non le vogliamo più vedere.

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ROMA: MINISTERO DELLA DIFESA IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA DIFESA Coronavirus: Calvisi al question time sul ruolo della Difesa.

Basilicatanews - Mer, 08/04/2020 - 11:21

“Il concorso operativo fornito dalle Forze Armate dall'inizio dell'emergenza,
in termini di personale impiegato, ammonta a circa 24.500 unità ed ha
interessato 17 regioni e 53 province” – ha dichiarato il Sottosegretario alla
Difesa, Giulio Calvisi intervenendo oggi in Commissione Difesa nel corso del
‘Question Time’ rispondendo all’onorevole Pretto della Lega Nord, su
questioni attinenti al Ministero della Difesa, collegate alla crisi sanitaria del
COVID-19.

“La Difesa ha messo in campo 2.378 mezzi (comprensivi di mezzi generici,
ambulanze, bus), 313 assetti (elicotteri, velivoli, autocarri) per trasporti in
biocontenimento ed interregionali di materiale sanitario.
Sono state rese disponibili 111 infrastrutture delle Forze armate che offrono
la possibilità di utilizzare circa n. 6.000 posti letto e circa n. 3.000 camere.
Sono state effettuate più di 50 missioni di volo, finalizzate al trasporto di
materiale sanitario, di pazienti in biocontenimento e team sanitari.
In totale, a stamattina, le squadre di personale sanitario in supporto a
strutture militari e civili ammonta a n. 126 medici e n. 167 infermieri, con
team sanitari militari operanti in 3 ospedali da campo a Piacenza, Crema (CR)
e Jesi (AN), che si affiancano al Policlinico militare del Celio e ai Centri
ospedalieri militari di Milano e Taranto.
Nelle zone particolarmente impegnate sul fronte emergenziale, il personale
militare sanitario di supporto a strutture sanitarie civili è stato il seguente:
Lodi n. 35 unità, Macerata n. 6 unità, Brescia n. 12 unità, Bergamo n. 51
unità, Padova n. 5 unità, Enna n. 18 unità, Piacenza n. 29 unità, Milano n. 7
unità, Roma n. 21 unità, Novara n. 8 unità, Cuneo n. 25 unità, Sassari n. 14
unità, Jesi n. 22 unità e ASL Piemonte n.21. Desidero ricordare – ha
proseguito Calvisi – che la Difesa ha, inoltre, indetto una procedura di
assunzione straordinaria per chiamata diretta per arruolare 120 ufficiali medici
e 200 sottufficiali infermieri”.

In risposta all’interrogazione presentata dall’onorevole Aresta del M5S, il
sottosegretario Calvisi, ha poi dichiarato: “All’insorgere dell’emergenza
COVID-19 la Difesa ha provveduto senza indugio ad emanare le necessarie
misure a tutela dei militari impiegati sia in Patria, sia all’estero. Sono state

disposte la limitazione al massimo grado dei movimenti del personale militare
e civile della Difesa da e verso le aree oggetto di provvedimenti restrittivi, una
scrupolosa e rigorosa valutazione del rischio per i movimenti che possano
esporre a contagio, nonché l’annullamento di occasioni aggregative quali, ad
esempio, cerimonie, attività istruttive ed eventi sportivi. Per il personale
militare impiegato nelle misure di contenimento è prevista la dotazione di
adeguati dispositivi di protezione individuale e l’effettuazione delle visite
mediche di idoneità sia a premessa dell’impiego, sia successivamente, con
cadenza regolare. Per quanto attiene specificamente ai militari impegnati in
operazioni all’estero, viene assicurata la rigida implementazione delle
indicazioni del Ministero della Sanità, allo stesso modo di quanto avviene per
quelli impiegati sul territorio nazionale. In particolare, preliminarmente
all’invio e al rientro dai Teatri operativi, è disposta la procedura di screening
che prevede, per ciascun militare anamnesi, visite mediche ed effettuazione
del tampone rino-faringeo. In entrambi i casi, e anche se negativi, i militari
sono comunque sottoposti a un regime di sorveglianza sanitaria della durata
di 14 giorni – da effettuarsi all’arrivo in Teatro e al rientro in territorio
nazionale – al termine del quale viene nuovamente eseguito il tampone rino-
faringeo di conferma.
Per quel che attiene ai militari impiegati su territorio nazionale, con
particolare riferimento a quelli impegnati nell’operazione “Strade Sicure”,
sono state definite le misure di sensibilizzazione, informazione, prevenzione e
protezione, anche con specifico riferimento alla configurazione
dell’equipaggiamento e alla valutazione dei rischi”.

Infine, all’interrogazione presentata dall’onorevole Deidda di FdI, il
sottosegretario Calvisi ha così risposto: “Vorrei, infine, evidenziare che il
personale delle Forze Armate opera, da tempo, accanto alle Forze di polizia
nell’ambito della Operazione “Strade Sicure” e, proprio in tale contesto, la
Difesa, al fine di valorizzarne l’impegno ha posto in essere, nel tempo, ogni
possibile sforzo per reperire maggiori risorse economiche, in modo da poter
retribuire l’intero monte orario effettuato, ciò anche in risposta alle legittime
aspettative dei militari” – ha concluso Calvisi.

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MATERA: In Questura il 168° Anniversario della fondazione della Polizia

Basilicatanews - Mer, 08/04/2020 - 11:15

Il prossimo 10 aprile, data in cui la Polizia celebra l’Anniversario della sua fondazione, cade quest’anno nell’ambito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e del quadro normativo delle misure contro il contagio. Pertanto la ricorrenza si svolgerà con toni più sobri.

Alle 10.30 il Questore Luigi Liguori deporrà, alla sola presenza del Prefetto Rinaldo Argentieri, una corona di alloro in memoria dei caduti della Polizia di Stato al cippo commemorativo situato nel cortile della Questura.

Subito dopo il Questore incontrerà i giornalisti per la sua relazione sui dati inerenti all’attività svolta durante l’anno.

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POTENZA: EMERGENGA COVID-19, BARDI INCONTRA VICEMINISTRO P. SILERI

Basilicatanews - Mer, 08/04/2020 - 09:43

  Una visita “per portare solidarietà alla popolazione lucana, al governatore, ai medici, agli infermieri, e soprattutto per chiedere di cosa c’è bisogno per il piano contro questo nemico invisibile”. Così il viceministro alla salute Pierpaolo Sileri, conversando con i giornalisti, ha motivato la sua visita di oggi in Basilicata, cominciata presso sede della Regione, dove è stato ricevuto dal presidente Vito Bardi, continuata presso l’Ospedale San Carlo con i medici e la dirigenza e conclusasi in Prefettura dove, insieme a Bardi, ha incontrato il Prefetto Annunziato Vardè. Con il presidente Bardi erano presenti gli assessori Leone e Merra, il responsabile della task force Esposito e il direttore generale dell’Aor San Carlo Barresi. “Ho trovato un piano molto pronto- ha detto Sileri – soprattutto per quanto riguarda gli ospedali e le terapie intensive che sono state organizzate con un importante aumento di posti letto. Una notevole azione sul territorio – ha osservato il viceministro – è garantita delle squadre addette al monitoraggio a domicilio delle persone affette. Si sta implementando una telemedicina attiva che darà la possibilità di comunicare chi è positivo ai vari sindaci, al fine di garantire notevoli passi avanti nella lotta contro il virus”.

Su questo argomento si è soffermato anche il presidente Bardi, spiegando che le dieci “unità speciali” istituite sul territorio dalla Regione “somministreranno ai pazienti le cure che servono. Noi, tra l’altro – ha aggiunto Bardi -, doteremo coloro che risultano positivi e si trovano in quarantena domiciliare di un saturimetro per determinare la quantità di ossigeno nel sangue. Inoltre, fra qualche giorno dovrebbero essere disponibili la piattaforma informatica che permetterà di seguire il percorso dal momento in cui è stato fatto il tampone fino alla guarigione, ed una applicazione che consentirà al medico di monitorare il paziente. Credo che questi siano elementi utili e come ha detto il viceministro è importante fare anche un controllo presso le case di cura, che sono i luoghi che ci preoccupano di più, facendo i tamponi a tutti per contenere questo fenomeno”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti Sileri ha inoltre detto che “è difficile dire quando usciremo dall’emergenza perché dobbiamo vedere l’andamento epidemiologico, sapendo che l’Italia è divisa fra le regioni del nord che hanno subito l’evento importante e il centro sud che è stato protetto delle misure di contenimento. Ora – ha aggiunto il viceministro – inizia la fase dura, che è quella della convivenza con il virus, che significa individuare eventuali positivi con altri focolai che magari insorgeranno nei mesi a venire, individuare i contatti e metterli in quarantena. Per questo motivo serve uno sforzo maggiore, anche in termini di dispositivi di protezione per i medici e per la popolazione e per i tamponi che sono uno strumento fondamentale per individuare i positivi. Torneremo alla normalità, con gli abbracci e l’affettuosità che contraddistingue gli italiani, solo quando ci sarà il vaccino. Fino a quel momento ci sarà una convivenza e con il virus, distanze, mascherine e una ripresa un po’ lenta. Per me il giudizio di quando si sta facendo in Basilicata è sicuramente buono. Si vede dal numero di contagi e dall’impegno della terapia intensiva. Nelle settimane a venire – ha concluso il viceministro – bisognerà potenziare l’arrivo di dispositivi di protezione e di tamponi ai medici di medicina generale e al 118”.

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MILANO: ENI CON L’ITALIA: la società supporta le strutture sanitarie locali nella lotta al Coronavirus

Basilicatanews - Mer, 08/04/2020 - 09:29

Eni, nell’ambito delle attività di contrasto della diffusione del Coronavirus, ha avviato una serie di importanti iniziative a supporto delle strutture sanitarie locali dei territori in cui opera. Tali attività si aggiungono a quelle già comunicate lo scorso 13 marzo, raggiungendo un impegno complessivo pari a circa 35 milioni di euro.

La società, fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, si è prontamente attivata per acquistare e importare, anche attraverso l’istituzione di un ponte aereo dedicato con la Cina, equipaggiamenti elettromedicali e dispositivi di protezione individuale (Dpi) da donare alle strutture competenti: tali approvvigionamenti, assegnati in seguito al confronto con le istituzioni sanitarie locali, comprendono circa 600 ventilatori polmonari, misuratori di saturazione sanguigna portatili, pompe siringa, monitor multiparametrci e letti per terapia intensiva, nonché ingenti quantità di mascherine chirurgiche e superiori .

 In particolare, tra le iniziative poste in essere:

– Eni ha consegnato all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo e all’Azienda Tutela della Salute di Bergamo ventilatori polmonari per la terapia sub intensiva;

– in Basilicata, la società ha consegnato ed ha in corso la fornitura di ventilatori polmonari, letti per la terapia intensiva e la rianimazione, unità mobili attrezzate con spirometro, saturimetro ed ecografo, e CPAP (maschere a pressione positiva per vie aeree);

– Eni ha poi fornito il proprio supporto alle AUSL di Ravenna ed Ancona, al 118 di Ravenna e alla Croce Rossa Italiana di Pesaro, Ancona ed Ortona, facendosi carico della fornitura di apparati medici quali respiratori, ventilatori polmonari e monitor defibrillatori. Le forniture sono in corso di progressiva assegnazione;

– in Sicilia, la compagnia ha realizzato il piano ingegneristico per l’allestimento di una unità di terapia intensiva al Presidio Ospedaliero Sant’Elia a Caltanissetta, a beneficio anche della comunità di Gela; è inoltre in corso l’approvvigionamento di una sterilizzatrice ospedaliera per l’ospedale di Gela. Per le Aziende sanitarie locali di Messina-Milazzo, la Raffineria di Milazzo (joint venture con Eni al 50%) supporta il progetto per l’allestimento di postazioni di terapia intensiva presso l’ospedale di Milazzo;

– in Puglia, la società ha in essere iniziative di supporto alle aziende sanitarie locali di Taranto e Brindisi attraverso la fornitura di equipaggiamento sanitario per il rafforzamento della capacità della terapia intensiva nelle strutture ospedaliere individuate dalla Regione. Prossimamente verranno consegnati ventilatori polmonari, ventilatori-respiratori e monitor multiparametrici. A Brindisi sono stati consegnati e sono in arrivo presidi a supporto dei reparti ospedalieri e terapie intensive della città;

– infine, Eni ha destinato importanti forniture di mascherine ad aziende sanitarie operative in Lombardia, nel Veneto, in Emilia Romagna, nelle Marche, in Basilicata, in Puglia, in Sicilia e in Sardegna.

Eni, a supporto di coloro che in prima linea stanno gestendo l’emergenza sanitaria nel Paese, sulla base delle numerose esperienze in progetti sanitari maturate a livello mondiale, aveva già messo in campo una serie significativa di interventi in campo medico e sociale.

– Eni è partner unico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS per la realizzazione del COVID 2 Hospital a Roma (ex Ospedale privato Columbus), esclusivamente dedicato alla cura dei pazienti affetti da Coronavirus. La struttura ha 130 posti letto di cui 50 di terapia intensiva, nonché tecnologie avanzate nella diagnosi della malattia con RX, TAC ed ecografia transtoracica. Nell’ambito della medesima operazione, è stato inoltre allestito un pronto soccorso dedicato ai pazienti con coronavirus all’interno del Policlinico Gemelli.

– La società, inoltre, con l’Ospedale IRCCS Luigi Sacco di Milano realizzerà un nuovo pronto soccorso dedicato alle malattie infettive.

– A Pavia, con l’IRCCS Policlinico San Matteo, Eni partecipa alla realizzazione di un’unità ad alto livello di isolamento del dipartimento di malattie infettive.

– All’IRCCS Policlinico di San Donato, Eni ha assicurato la fornitura di equipaggiamento sanitario come monitor per rianimazione e dispositivi di protezione individuale.

– La società sta finanziando inoltre campagne informative di utilità pubblica con la Federazione italiana dei medici di medicina generale sul ruolo del medico di famiglia come primo interlocutore del cittadino contro il COVID-19, nonché di quella a favore delle persone anziane per informarle dei servizi a cui possono accedere per la vita quotidiana, non potendo uscire dalla propria abitazione.

– Eni ha messo a disposizione della Regione Lombardia e della Protezione Civile diversi voli charter per il trasporto di materiale di utilità sanitaria, come ventilatori e mascherine (collaborazione China Italy Philantropy Forum).

– La società ha in corso di finalizzazione delle partnership con l’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR e con l’Istituto Superiore di Sanità per l’utilizzo delle capacità di calcolo e modellizzazione del supercalcolatore Eni/HPC5, tra i più potenti al mondo, da destinare alla ricerca medica collegata alle malattie infettive. Lo stesso calcolatore e la competenza degli informatici di Eni è anche a disposizione in questi giorni dei medici del Policlinico San Matteo di Pavia per ricerche di carattere epidemiologico sui dati di accesso alle strutture sanitarie.

Eni continuerà a monitorare l’evoluzione dell’emergenza e le conseguenti necessità che dovessero emergere a livello locale in ambito sanitario.

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ANZI: LA POLISPORTIVA ANZI PROPONE DI DEVOLVERE PER L’EMERGENZA CORONAVIRUS LE QUOTE D’ISCRIZIONE ALLA COPPA DI II CATEGORIA

Basilicatanews - Mer, 08/04/2020 - 09:22
Spettabile redazione,

in allegato alla presente si trasmette la lettera con la quale la Polisportiva Anzi, squadra partecipante al campionato dilettantistico calcistico di Seconda Categoria- girone B, propone alla Lega Nazionale Dilettanti- Federazione Italiana Gioco Calcio- di Basilicata di devolvere le quote d’iscrizione versate da tutte le società sportive lucane per partecipare alla Coppa di Seconda Categoria “Domenico De Lucia” per la stagione 2019/20 a favore d’iniziative di solidarietà per fronteggiare l’emergenza COVID -19, in particolare all’ Azienda Ospedaliera “San Carlo” di Potenza per procedere all’ acquisto di mascherine ad uso medico e altri prodotti sanitari al fine di fronteggiare l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus.

Cordiali saluti

Il Presidente della Polisportiva Anzi

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POTENZA: Emergenza Covid-19, aggiornamento del 7 aprile (dati 6 aprile)

Basilicatanews - Mar, 07/04/2020 - 18:57

La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 6 aprile, sono stati effettuati 99 test per l’infezione da Covid – 19. Di questi:
95 sono risultati negativi e 4 positivi.
I casi positivi riguardano:
2 il Comune di Potenza;
1 il Comune di Matera;

1 il Comune di San Costantino Albanese.
Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la regione sono 266. Ieri erano 263, ai quali vanno aggiunti i 4 positivi di oggi e sottratta 1 persona deceduta, su un totale di 3160 tamponi analizzati, di cui 2867 risultati negativi.

 Ai 266 positivi vanno aggiunte 14 persone decedute (5 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 1 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci), 12 persone guarite, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Gioia del Colle, 1 paziente di Padula Buonabitacolo riscontrato dall’Aor San Carlo ed 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove attualmente si trovano in isolamento domiciliare.

Attualmente i pazienti ricoverati presso strutture ospedaliere lucane (Azienda ospedaliera San Carlo e Ospedale Madonna delle Grazie) sono 64 così suddivisi: Azienda ospedaliera San Carlo: malattie infettive 19, terapia intensiva 10, pneumologia 9; Ospedale Madonna delle Grazie: malattie infettive 19 e terapia intensiva 7.

Tutti i test positivi verranno inviati all’Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalle persone risultate positive.
Il prossimo aggiornamento domani, 8 aprile, alle ore 12,00. 

In allegato il bollettino quotidiano con tutti i dati riassuntivi.

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Categorie: Notizie Basilicata

POTENZA: Il 118 Basilicata nella gestione dell’emergenza Coronavirus: intervista al dottor Serafino Rizzo

Basilicatanews - Lun, 06/04/2020 - 22:45

 del Dipartimento Emergenza Urgenza – 118 Basilicata 

Emergenza Coronavirus: quando chiamare il 118?

Il 118 continua ad assolvere il ruolo che gli compete ossia la gestione di tutte le emergenze-urgenze. Rispetto alla situazione legata alla diffusione di Covid-19, il 118 rappresenta un anello dell’intero sistema. Interviene lì dove vi sia la necessità di centralizzare il paziente. Il paziente con sintomatologia lieve, che presenta quindi soltanto febbre e tosse, viene ben seguito a livello territoriale attraverso il ruolo centrale del medico di famiglia, o con l’intervento delle U.S.Co, le Unità speciali Covid-19, che sono state attivate recentemente. Lì dove invece insorge una difficoltà respiratoria o una situazione di acuzie del quadro clinico, allora interviene il 118 sia attraverso un preventivo filtro fatto dal medico di famiglia sia chiamando direttamente in centrale. A seguito di triage telefonico parte l’intervento degli operatori.

Quali informazioni vanno date all’operatore del 118?

Le informazioni che il paziente deve trasferire quando contatta il 118 sono sia cliniche sia epidemiologiche. È necessario conoscere la sintomatologia del paziente ed eventualmente se si sono avuti contatti con pazienti risalutati positivi al Covid-19. Non deve esserci alcun timore, nel trasferire notizie che possono far sospettare un caso Covid-19, di un mancato intervento del 118. Premesso che oggi una qualsiasi sintomatologia febbrile o respiratoria viene trattata, fino a prova contraria, come sospetto caso Covid-19. Come sempre, il 118, deve essere un riferimento in maniera appropriata: si interviene in caso di urgenza e se il paziente ha necessità di essere trasportato in ospedale.

Il 118 come sta fronteggiando l’emergenza Coronavirus?

Il 118 Basilicata sta fronteggiando al meglio delle sue possibilità questa emergenza grazie al grosso impegno di tutto il personale che con assoluto spirito di sacrificio e abnegazione sta gestendo la realtà del momento. Anche a nome dell’Azienda va un grazie a tutti loro. Il personale del 118 è altamente formato e capace di gestire situazioni come quella che stiamo fronteggiando. Professionisti che hanno messo da parte le loro famiglie e i loro interessi per assolvere al meglio e a pieno il proprio dovere. Non sono eroi, stanno semplicemente facendo il loro dovere. Ai circa 570 operatori del 118 va il nostro riconoscimento.

Un ringraziamento al loro operato arriva anche dalla Direzione Strategica dell’Asp di Basilicata per quello che stanno facendo e per quello che continueranno a fare sempre al meglio delle loro possibilità.

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Categorie: Notizie Basilicata

MATERA: Una Cabina di regia per Matera per gestire la crisi Coronavirus

Basilicatanews - Lun, 06/04/2020 - 14:56

La gestione della crisi epidemica del coronavirus e dei suoi effetti sulla struttura socio-economica della città di Matera e del suo territorio, richiedono urgentemente la costituzione di una cabina di regia. L’ampiezza e la severità del processo di trasformazione che la città di Matera sta già vivendo e dovrà fronteggiare, rendono necessaria la costituzione di un presidio intelligente, competente e autorevole. Il modello organizzativo della task force a livello nazionale deve essere replicato nei territori dei comuni capoluogo di provincia. La cabina di regia come organismo gestionale funge al contempo da elemento di raccordo con la cabina di regia regionale e gli altri centri di gestione della crisi, e da centro nevralgico di analisi, progettazione, decisone e implementazione delle azioni, volte a risolvere i problemi e le istanze territoriali. Infatti, sebbene la crisi coinvolga parimenti tutti i territori nazionali, ciascun sistema locale presenta problematicità, bisogni ed esigenze contestuali che devono essere mappati e identificati in modo sistematico, valutati per criticità e risolti in modo puntuale. La definizione di una cabina di regia qualificata rafforza la struttura organizzativa della macchina amministrativa, che è dimensionata per la gestione corrente della vita della città, peraltro già con le sue debolezze intrinseche. Si rende necessario sviluppare una capacità proattiva, flessibile, e orientata alle soluzioni. Pur senza esautorare la funzione e le responsabilità del Sindaco e della Giunta, occorre che questi facciano riferimento ad una task force che raccolga competenze multidisciplinari, con un coordinatore con un compito di leadership gestionale.

Per navigare efficacemente attraverso questa crisi, che rischia di lasciare profondi segni nella comunità, occorre superare una serie di limiti e mettere in campo un sistema di azioni. Si rende necessario definire un sistema di supporto alle decisioni che, impiegando l’ufficio statistico e il sistema informativo socio-culturale ed economico-produttivo comunale, consenta di definire un adeguato e tempestivo quadro informativo delle emergenze ed implicazioni della città. Occorre superare l’usuale pensiero politico e comprendere che siamo di fronte ad una guerra invisibile che richiede un gruppo di esperti capace di elaborare analisi di scenario, progettare, mutuare e delineare le implementazioni di soluzioni contingenti. Matera ha certamente imparato, dal suo anno da Capitale Europea della Cultura, che problemi complessi non possono essere affrontati con una struttura amministrativa inadeguata. A Matera si chiede di essere nuovamente protagonista in questo momento di crisi, riuscendo a pensare ed agire strategicamente anche per non vanificare la reputazione di una città resiliente, ma soprattutto per non danneggiare l’ecosistema economico che si è costruito dal basso particolarmente negli ultimi anni. La cabina di regia, con una forte capacità di coordinamento, adotterebbe i principi dei modelli gestionali dell’open innovation, del risk e disaster management, del project management, della agile e lean organisation. L’attenzione dovrebbe focalizzarsi su quattro aree prioritarie: protezione socio-sanitaria e assistenziale dei cittadini; capacità di risposta della macchina amministrativa in una logica di sussidiarietà con tutti i corpi intermedi della società; sostegno alle attività del tessuto economico-produttivo e commerciale; gestione della sicurezza del territorio.

Ora più che mai la città di Matera deve essere all’altezza dei tempi ed esprimere una capacità organizzativo-gestionali per superare la crisi e garantire un futuro di crescita.

06/04/2020

Matera Futura

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MATERA: La Fials Matera per segnalare le seguenti criticità: ASSEGNAZIONE PERSONALE 4 NUCLEI SPECIALI COVID19 MATERA, TRICARICO, TINCHI, STIGLIANO DELIBERA N° 314 DEL 26 MARZO 2020

Basilicatanews - Lun, 06/04/2020 - 14:48

La Segreteria Fials Matera ha inviato oggi alla Asm una nota per segnalare le seguenti criticità:

Al Direttore Generale
Al Direttore Sanitario
Alla Task Force
Al Dirigente delle Professioni Sanitarie
Asm
Sede

OGGETTO: ASSEGNAZIONE PERSONALE 4 NUCLEI SPECIALI COVID19 MATERA,
TRICARICO, TINCHI, STIGLIANO DELIBERA N° 314 DEL 26 MARZO 2020

Spett.le Asm

con la delibera in oggetto, codesta Azienda  istituisce n °4 nuclei operativi per Emergenza covid19; il personale sanitario facente parte sarà composto da medici ed infermieri.

DIVERSI DIPENDENTI SOPRATTUTTO DI TRICARICO (ZONA ASSAI ROSSA) E STIGLIANO CI SEGNALANO CHE LE MODALITÀ DI SELEZIONE E RECLUTAMENTO DEL
PERSONALE NON SONO CHIARE E SOPRATTUTTO NON SONO CHIARE LE ATTIVITÀ CHE QUESTI OPERATORI ANDRANNO A SVOLGERE.

Non si comprende, anzitutto, se queste attività per quanto riguarda gli infermieri consisteranno esclusivamente in pre triage telefonico o se dovranno recarsi insieme al medico presso le abitazioni dei cittadini.

Ci viene segnalato inoltre, con altissima preoccupazione, che gli stessi dopo essere stati adibiti per attività dove vi è alto rischio contagio da covid19 saranno utilizzati in rotazione anche per compiti di reparto di degenza presso i presidi di provenienza (lungo degenza Tricarico e Stigliano).

Facciamo presente all’Azienda che QUESTE SCELTE, OVE REALMENTE ATTUATE, SAREBBERO ASSOLUTAMENTE VIETATE, perché il personale adoperato per
Emergenza covid19 in unità operative o sul territorio non può essere riutilizzato anche per le attività di routine e assistenza a pazienti no covid.

Il rischio concreto è GRAVISSIMO, la PROLIFERAZIONE DEL CONTAGIO.

Inoltre, evidenziamo che nel documento sulle _”Misure collettive di protezione e misure di protezione individuali per il rischio biologico da corona virus Sars Cov-2- Covid”,_ l’Azienda stessa dispone di ridurre il più possibile  il numero di operatori esposti a rischio.

La nostra sigla sindacale suggerisce di utilizzare personale mirato, adeguatamente formato e protetto.

Sarebbe stato ragionevole – misura che FIALS richiede – far scorrere graduatorie esistenti  – esattamente come sta accadendo in altre regioni italiane e limitrofe alla nostra, Puglia compresa – e assumere nuovi infermieri ed altre figure sanitarie sul territorio che anche dopo emergenza Coronavirus ci aiuterebbero a colmare la grave carenza di risorse umane che il SSR ed il territorio vivono e si accingeranno ancor di più a vivere in un prossimo, immediato futuro.

DIFFIDIAMO l’AZIENDA A NON ATTUARE QUESTO TIPO DI SOLUZIONI per le criticità, anche intuibili, che esse cosi gravemente rischiano di determinare.

VORREMMO EVITARE DI SEGNALARE ANCORA ANOMALIE, DISFUNZIONI SUL PIANO ORGANIZZATIVO, ASSENZA DI CONSIDERAZIONE DELL’ASM SUL PIANO DEL DIALOGO
SINDACALE ANCOR PIÙ DOVEROSO IN QUESTO MOMENTO DI CRISI CHE SI SUPERA CON LA SINERGIA DI TUTTE LE FORSE COINVOLTE.

ATTENDIAMO URGENTISSIMO RISCONTRO, ribadendo anche la richiesta di una doverosa indennità di rischio a favore di quegli operatori che
dovessero risultare effettivamente esposti a rischio di maggiore contagio covid.

Cordiali saluti

Il Segretario Fials Matera
Giovanni Sciannarella

Il Segretario Aziendale Fials
Marco Bigherati

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BARI: In Puglia si “Adotta un medico”, per gli eroi in corsia contro il Covid19

Basilicatanews - Lun, 06/04/2020 - 14:41

Ad oggi 660 tute protettive per il rischio biologico, 400 mascherine con certificazione FFP2, 66 paia
di occhiali di protezione, quasi 400 camici sterili e 25 visiere protettive sono state consegnate; cifre
in continua crescita perché da alcune settimane, tra le case dei pugliesi, si fa strada un altro virus,
quello della solidarietà.
Erano 4 amici in chat ed ora sono quasi in 200 a promuovere la raccolta dei DPI (dispositivi per la
protezione individuale) con la consegna in loco tra i reparti impegnati a fronteggiare il coronavirus,
come quelli del Policlinico, del “Di Venere” e del “San Paolo” di Bari, del “Miulli” di Acquaviva delle
Fonti e degli Ospedali di San Giacomo di Monopoli e Ospedale della Murgia di Altamura.
“Adotta un medico – Covid19” nasce così. Tam-tam in Rete, non quella indistinta e caotica di questi
giorni di piena pandemia, ma quella più confidenziale fatta di amici e conoscenti. Le maglie di questa
rete, in men che non si dica, si sono moltiplicate e ne è nata una vera onda di solidarietà trasversale:
medici, fotografi, studenti, impiegati, avvocati. “Adotta un medico – Covid19” è un comitato che si
muove attraverso un gruppo WhatsApp e una fan page di Facebook sempre attivi, trasparenti, che
forniscono continui aggiornamenti sullo stato dell’arte e sull’avanzamento delle donazioni e delle
elargizioni in loco. Valeria Lattanzi ne è l’anima.
Valeria è un medico dermatologo che conosce molto bene le dinamiche in corsia di questi giorni e il
clima di solitudine e di terrore che i medici, i sanitari e i parasanitari impegnati nei Centri Covid vivono
costantemente. «Vogliamo far sentire il nostro calore, implementando loro gli strumenti per

contrastare la lotta al coronavirus ad armi pari, per il bene di tutti.
Il progetto “#adottaunmedico” è piaciuto molto a Paolo Leovino, presidente della Onlus “Accoglienza
senza confini Terlizzi” impegnata dal 2006 sul fronte Chernobyl nell’accoglienza dei bambini
bielorussi nel nostro Paese. Affiancano il comitato animato da Valeria Lattanzi, anche da un punto
di vista organizzativo, l’avv. Katia Di Cagno ed Ennio Cusano.
Si ringrazia la Geopharma nelle persone di Mariagrazia Campanile direttore commerciale e
Leonardo Lattaruli amministratore delegato, nonché Sara Ruggiero nel ruolo di Social Media
Manager, per il supporto economico, il fondamentale aiuto nella logistica, nello stoccaggio e nella
comunicazione.
Si ringraziano inoltre le Onlus che stanno collaborando con noi, in particolare aMichi di Michele
Visaggi e la federazione di associazioni “Le strade di San Nicola” nella persona di Lorenzo Moretti.
Non per ultimi gli sponsor CIDA Auto Components e la scuola dell’infanzia “L’Albero Azzurro”.
Un ringraziamento a parte merita la Ferramenta Carnimeo nelle persone di Ilia e Giuseppe Carnimeo
per il grosso supporto economico, per l’entusiasmo e la collaborazione nella ricerca dei DPI.
Lodevole l’impegno della azienda Kimya s.r.l. nel nome dell’ing. Andrea Pierangeli che ha prodotto
3000 litri di gel igienizzante che ha prontamente distribuito nei vari ospedali della Puglia.
«Dobbiamo continuare con il monitoraggio dei punti operativi – afferma Valeria – per capire quali
siano i reparti e gli ospedali che hanno la necessità costante di disporre dei DPI, coniugando la
prerogativa di essere sempre lucidi e concreti nei passi che facciamo e, soprattutto, trasparenti per
dare credibilità a chi vuole sostenerci».
La missione continua. Abbiamo bisogno di sognare un futuro più sicuro, abbiamo bisogno di farlo
insieme. Per chi volesse sostenere “Adotta un medico – Covid19”, può fare una donazione ad
“Accoglienza senza confini Terlizzi” le cui coordinate sono: IBAN IT78 Q054 2441 7000 0000 1000
176 – Causale: contributo liberale/emergenza covid 19. I bonifici sono fiscalmente detraibili e tutte
le informazioni di contatto sono reperibili alla pagina Facebook www.facebook.com/adottaunmedico.

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POTENZA: Emergenza Covid-19, aggiornamento del 6 aprile (dati 5 aprile)effettuati 130 Di questi: 121 sono risultati negativi e 9 positivi.

Basilicatanews - Lun, 06/04/2020 - 13:22

La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 5 aprile, sono stati effettuati 130 test per l’infezione da Covid – 19.

Di questi: 121 sono risultati negativi e 9 positivi.

I casi positivi riguardano:

5 il comune di Matera;

1 il comune di Montescaglioso;

1 il comune di Moliterno;

1 il comune di Paterno;

1 il comune di San Giorgio Lucano.

Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la regione sono 263 su un totale di 3061 tamponi analizzati. Ieri erano 255, ai quali vanno aggiunti i 9 positivi di oggi e sottratto un guarito.

Ai 263 positivi vanno aggiunte 13 persone decedute (4 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 1 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 Montemurro, 1 Pisticci), 12 persone guarite, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Gioia del Colle e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove attualmente si trovano in isolamento domiciliare.

Attualmente in Basilicata i pazienti ricoverati presso le strutture ospedaliere di Potenza e Matera sono 64 così suddivisi:

Azienda ospedaliera San Carlo (Potenza): malattie infettive 19, terapia intensiva 11, pneumologia 9; Ospedale Madonna delle Grazie (Matera): malattie infettive 18 e terapia intensiva 7.

Tutti i test positivi verranno inviati all’Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalle persone risultate positive. Il prossimo aggiornamento domani, 7 aprile, alle ore 12,00. In allegato il bollettino quotidiano con tutti i dati riassuntivi.

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POTENZA: LA CRISI CHE STIAMO VIVENDO RIGUARDO L’EPIDEMIA: COVID-19

Basilicatanews - Lun, 06/04/2020 - 09:44

Gent.le Direttore

Le invio la presente lettera condivisa da alcuni cittadini Lucani circa la crisi che stiamo vivendo riguardo l’ epidemia : Covid-19 , con preghiera di pubblicazione.

La ringrazio per La sua cortese attenzione e La saluto cordialmente .

Marco Pompeo Santoro

Non si può restare fermi e passivi di fronte a una sanità regionale che sta mostrando ritardi incalcolabili nella processazione dei tamponi da Covid-19 e che ha già mostrato disfunzioni incomprensibili nel trattamento sanitario di alcuni pazienti affetti da coronavirus.

I casi di Palmiro Parisi e Antonio Nicastro sono emblematici di questa situazione che richiede una maggiore attenzione. E non certo da parte dei medici, degli infermieri e di tutto il personale impegnato nelle strutture ospedaliere (i quali fanno tutto quel che possono, senza risparmiare le loro forze!) ma da parte di un sistema sanitario che sta dimostrando carenze su carenze.

Come denunciato da alcuni organismi sindacali, ci sono ritardi epocali non solo nella “processazione” dei tamponi, ma anche nell’applicazione dei dispositivi di sicurezza (mascherine) del personale che opera all’interno degli ospedali.

È necessario, inoltre, verificare cosa accade nelle case di cura e di riposo.

I cittadini non possono essere lasciati a se stessi. Né, tanto meno, devono essere abbandonati a se stessi i medici di Medicina Generale e i pediatri di libera scelta, che sono presenti su tutto il territorio regionale.

Si è capito che occorrono mascherine. Ebbene, si metta tutti i cittadini nella condizione di poterle acquistare, laddove non siano distribuite dagli uffici responsabili degli Enti pubblici, com’è accaduto in alcuni Comuni italiani.

Non può esserci una sanità di serie A e di serie B. no. Come recita la Costituzione italiana (all’articolo 32, parte I, Titolo II) “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Tutti i cittadini hanno, quindi, diritto a una giusta cura: senza ritardi. È di una gravità estrema quanto è accaduto a Palmiro Parisi (noto commerciante potentino) e Antonio Nicastro (giornalista, attivista e ambientalista) che dopo giorni di febbre e tosse sono arrivati, in maniera tardiva (e non per loro responsabilità, o delle loro famiglie) a ottenere le giuste cure ospedaliere, che non è escluso avrebbero potuto salvarli.

In un suo articolo, Antonio Nicastro scrisse, in maniera quasi profetica che “la gente lucana è tradizionalmente mite, paziente, sopporta di tutto, senza sussulti”. Seppur vero quanto lui affermasse, la sua morte e quella di Palmiro Parisi, non solo ci lasciano sgomenti, ma ci indignano. E non solo sul piano umano: sperando che si faccia giustizia, andando anche oltre, se necessario, all’indagine interna avviata per verificare quanto accaduto (così come voluto dal Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi). Anche la magistratura farà la sua parte in questa vicenda. Ne siamo certi.

Non se ne abbia l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, né tanto meno l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza, né quanto mai la Task Force della Regione Basilicata sul Coronavirus, di questa nostra presa di posizione che risponde, esclusivamente, all’interesse collettivo e a nessun interesse di parte.

Siamo cittadini di ogni ordine e grado. Rappresentiamo le diverse espressioni della società; attività lavorative, professionali, artistiche e intellettuali; mondo del volontariato ed enti del terzo settore. Sentiamo che è arrivato il momento di dire basta. Basta con i morti che non si può escludere, che si potessero salvare. Basta con le insufficienze organizzative che stanno portando al collasso il sistema sanitario regionale, in un momento già così difficile a livello nazionale e internazionale.

Nel disegno di una società futura, sempre più autosufficiente e matura (speriamo!) noi intendiamo fare la nostra parte, non soltanto con il giusto spirito critico (comprovato dalla solidità di questa petizione!) ma contribuendo con le idee, con la resilienza, con l’esempio (restare a casa in questo momento!) e affidandoci ai valori della verità e della giustizia.

Quella che adesso chiediamo si faccia per Antonio Nicastro e per Palmiro Parisi. 

Marco Pompeo Santoro e altri

 

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POTENZA: PROCEDURA CIG in deroga, precisazioni dell’assessore Cupparo

Basilicatanews - Dom, 05/04/2020 - 12:35

 In riferimento al comunicato dei Consulenti del lavoro, nel quale si sostiene, tra l’altro, che “Regione e burocrazia bloccano la cassa integrazione”, l’assessore alle Attività produttive della Regione Basilicata Francesco Cupparo precisa quanto segue:

“Le domande per accedere, da parte di aziende e consulenti, alla Cig in deroga sulla piattaforma regionale, presso il Dipartimento Attività produttive, sono state anticipate con grande sforzo dall8 al 6 aprile, con azioni tese a rafforzare il sistema che è già sovraccarico per i tanti bandi che si trova a gestire. Pertanto dal 6 aprile prossimo le domande saranno processate nell’ordine di arrivo.

A tale scopo il Dipartimento Attività produttive, anche grazie alla disponibilità della società ETT e del Ctr che gestisce il sistema, ha affiancato l’Ufficio Politiche del Lavoro con ulteriori sette unità in modo tale che le domande pervenute vengano istruite quasi in tempo reale. Ogni due giorni la responsabile dell’Ufficio Politiche del Lavoro assumerà una determinazione con l’elenco delle istanze che possono accedere ai benefici richiesti. La determinazione sarà trasmessa all’Inps che a sua volta procederà alla liquidazione delle risorse o direttamente o con accordi con le banche.

Si rimettono agli estensori del comunicato le parole ingenerose rivolte ai “funzionari di via Verrastro” in quanto oltraggiose e prive di fondamento.

La Regione Basilicata è pronta a rispondere alle attese dei lavoratori posti in cassa integrazione grazie al lavoro incessante che i dirigenti e i funzionari del Dipartimento hanno svolto in una situazione che non si è mai vissuta prima. Tutto quanto è in carico alla Regione è stato fatto con celerità, con l’assunzione di atti che hanno teso a minimizzare le procedure e i documenti da allegare, con professionalità e disponibilità riconosciuta da tutti i soggetti in campo. Altre e diverse problematiche che il comunicato pone sono probabilmente da addebitare alla legislazione in atto, che comunque in Parlamento troverà una migliore e più efficace interpretazione.

Per il futuro si chiede alla società organizzata di verificare meglio temi e problemi, prima di lanciarsi in filippiche che non hanno riscontro con la realtà, ottenendo il solo risultato di far aumentare sfiducia e qualunquismo in un momento in cui l’unità di intenti e di azioni dovrebbe essere l’unico paradigma di ogni nostro dire”.

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POTENZA: EMERGENZA CORONAVIRUS AGGIORNAMENTI 15 APRILE 166 TAMPONI 152 NEGATIVI E 14 POSITIVI

Basilicatanews - Dom, 05/04/2020 - 12:27

Emergenza Covid-19, aggiornamento del 5 aprile (dati 4 aprile)

La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 4 aprile, sono stati effettuati 166 test per l’infezione da Covid – 19.

Di questi: 152 sono risultati negativi e 14 positivi.

I casi positivi riguardano:

2 il comune di Bernalda;

8 il comune di Matera;

1 il comune di Montescaglioso;

2 il comune di Potenza;

1 il comune di Rotonda.

Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la regione sono 255 su un totale di 2931 tamponi analizzati. Ieri erano 245, ai quali vanno aggiunti i 14 positivi di oggi e sottratti i due guariti e le 2 persone decedute ieri.

Ai 255 positivi vanno aggiunte 13 persone decedute (4 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 1 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 Montemurro, 1 Pisticci), 11 persone guarite, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Gioia del Colle e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove attualmente si trovano in isolamento domiciliare.

Attualmente in Basilicata i pazienti ricoverati presso le strutture ospedaliere di Potenza e Matera sono 64 così suddivisi:

Azienda ospedaliera San Carlo (Potenza): malattie infettive 19, terapia intensiva 11, pneumologia 9; Ospedale Madonna delle Grazie (Matera): malattie infettive 18 e terapia intensiva 7.

Tutti i test positivi verranno inviati all’Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalle persone risultate positive. Il prossimo aggiornamento domani, 6 aprile, alle ore 12,00. In allegato il bollettino quotidiano con tutti i dati riassuntivi.

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POTENZA: “La Famiglia ai tempi del Coronavirus”

Basilicatanews - Dom, 05/04/2020 - 12:20
  • In queste settimane di emergenza da Covid-19 la famiglia affronta una guerra: quella per la sua sopravvivenza e per il suo futuro!

Nelle ultime settimane, tutti noi, abbiamo intrapreso una battaglia contro un nemico, un nemico un po’ particolare, diverso dal solito: un minuscolo organismo virale chiamato COVID -19, che con il suo incredibile potere, ha schierato sullo stesso fronte il mondo intero.

Il COVID-19 ha fatto crollare tutte le nostre certezze di benessere e stabilità: crollano le borse valori, crolla la possibilità di stili di vita liberi, senza limiti e limitazioni, crolla la nostra visione del futuro. Un matrimonio deve essere rinviato e di vacanze? Chi ne parla più! Non facciamo più passeggiate con i nostri figli, il lavoro per tanti è diventata una chimera.

E così, tutto un tratto, diventa favola l’essere un’unica famiglia, solidale, accogliente e unita: è imperativo rimanere divisi.

Come possiamo quindi ricordare ai nostri figli che ogni gesto d’amore non è mai vano e che non bisogna mai trascurare il prossimo?

In questo momento di emergenza sanitaria la famiglia e la casa sono gli unici luoghi di protezione, ma non sempre la convivenza è facile e serena.

In molte famiglie i genitori lavorano da casa, i figli più piccoli hanno bisogno di essere seguiti e, magari, ad essere aiutati nei compiti, mentre i più grandi sono impegnati quotidianamente con le lezioni online. Siamo chiamati a convivere costantemente con la preoccupazione per gli anziani e l’incertezza per il futuro e, ancor di più, l’angoscia per il presente.

Essere famiglia oggi ci richiede dunque molta creatività e flessibilità: non dobbiamo arrenderci agli eventi, ma prendere di polso la situazione, guardando il positivo che c’è in ogni attimo.

Ed ecco così che lo schermo di un PC diventa una sala stupenda per festeggiare un compleanno o, più semplicemente, per vedere quell’ amico lontano con il quale non ci si incontrava da un pezzo.

Improvvisamente noi e i nostri bambini diventiamo degli chef, e i più piccoli dipingono tele che farebbero invidia ad un Caravaggio!

Le famiglie, seppur in maniera diversa, tentano di reagire al meglio, ma le istituzioni cosa fanno? Mettono la famiglia al centro delle politiche regionali?

Qualche promessa è stata fatta, ma concretamente le famiglie lucane stanno ancora aspettando di vedere fatti reali, aiuti mirati.

Purtroppo, solo adesso, nel momento della piena emergenza, tutti stanno pian piano arrivando alle proposte da noi portate avanti in tempi non sospetti, prima delle elezioni regionali, proposte a cui anche il nostro Presidente Bardi aveva aderito e per le quali stiamo ancora aspettando un riscontro: mettere risorse vere nelle tasche delle nostre famiglie.

Occorrono strumenti inediti per sostenere le famiglie con i loro figli e non far implodere il Paese.

Chiediamo al Governatore più coraggio: un assegno straordinario per ogni figlio fino ai 18 anni, indipendente da ISEE e reddito; un sussidio per il mutuo prima casa o un contributo per il pagamento dell’affitto; stop alle tasse regionali fino a giugno; un indennizzo finalizzato all’acquisto di strumentazione elettronica per poter fruire delle lezioni on line; una riduzione dei ticket sanitari.

Se si salva la famiglia, si salva la società!

Ora più che mai è necessario l’aiuto da parte delle istituzioni, così da far crollare i muri delle nostre case ed unirci in un abbraccio che ci renda un’unica grande famiglia Lucana.

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POTENZA: Emergenza Covid-19, intervento dell’assessore Rosa

Basilicatanews - Dom, 05/04/2020 - 12:16

“Cosciente dell’apprensione che investe tutti noi e della paura di chi è colpito da questa odiosa malattia non posso che esprimere la mia vicinanza, da uomo e da politico, a tutti i Lucani uniti in questo drammatico momento e il mio più profondo rispetto e supporto a quei Lucani che stanno affrontando, sulla loro pelle, questo subdolo virus, in silenzio e con coraggio”.

È quanto dichiara l’assessore regionale all’Ambiente ed energia, Gianni Rosa.

“Sono altrettanto cosciente però dello sforzo immane che, dal Presidente Bardi a tutta la struttura regionale e sanitaria, si sta mettendo in campo, considerando la difficoltà oggettiva a gestire un evento così catastrofico. Sforzo che è solo all’inizio perché è necessario continuare a dimostrare ai Lucani che esiste un sistema pubblico che non abbandona nessuno e che sta migliorando giorno per giorno.

Non mi meraviglia che, come in ogni catastrofe che si rispetti, ci siano gli ‘untori’ di varia natura, che sia politica o giornalistica, che provano a mettersi in evidenza, in un periodo nel quale, evidentemente, hanno necessità di spargere panico o di dimostrarsi ‘tuttologi’ o ‘salvatori della patria’, per attirare l’attenzione che evidentemente non avrebbero.

In un momento così drammatico – prosegue Rosa – esistono modi e termini per aiutare. Lascio perdere i leoni della tastiera che, sui social o sui blog, dispensano cure, consigli, giudizi atroci; provano a screditare, diffondendo video decontestualizzati e che quotidianamente attendono il bollettino epidemiologico per diventare sempre più aggressivi e per apparire, pensano loro, più credibili, dimostrando invece che di tutta l’emergenza non conoscono nulla, né da un punto di vista medico né da quello organizzativo.

Non sto in alcun modo affermando che i tragici casi di questi giorni debbano passare sotto tono. Assolutamente. Ed, infatti, sono in corso indagini accurate. Ma se taluni blogger, nazionali e non, cercano di farci apparire come la Regione peggiore nella gestione dell’emergenza a causa dei ritardi nei tamponi, mi dispiace, ma non ci sto. L’articolo della Lucarelli non è cronaca e non critica è terrorismo giornalistico che non fa onore a nessuno.

In tutta Italia la scarsità di personale sanitario e di tamponi hanno cagionato ritardi anche di 20 giorni tra la richiesta e la sua effettuazione; in tutta Italia ci sono ritardi nel processarli; in tutta Italia mancano mascherine e dispositivi di protezione.

La nostra Basilicata è stata la prima a tentare di chiudersi per arginare il contagio e tutti ci hanno dato contro. La nostra piccola Basilicata – aggiunge Rosa – è ancora una delle Regioni con meno contagiati e quella con il rapporto tra contagiati e deceduti più basso d’Italia. Basta? No. Non basta. Ma che si speculi come sciacalli per qualche visita in più sul proprio blog, non mi sta bene.

Ma il peggiore atto di sciacallaggio è, invece, quello di chi ha rivestito la carica di Presidente della Regione nella precedente legislatura, che è stato Assessore in quella precedente e che ha avuto un fratello Presidente del Parlamento europeo e che oggi è Senatore della Repubblica. Se la volontà di Pittella fosse stata realmente quella di dare una mano, avrebbe dovuto esprimere in un modus ‘istituzionale-riservato’ al Presidente Bardi le sue opinioni e le richieste di chiarimenti. È chiaro che, con i suoi video, non è questo l’intento. Tra l’altro le sue affermazioni fuorvianti sono smentite anche dalle direttive del Ministero della Salute.

L’inutile tentativo di ricostruire un personaggio che è stato seppellito dai fatti accaduti durante la sua legislatura, è patetico. Non sembra strano che Pittella parli proprio del settore sanitario, quello che ha portato alla sua ‘caduta’ politica? È chiaro che il sistema sanitario è quello sul quale l’ex Presidente regionale ha perso la faccia e sul quale tenta di rifarsi la reputazione. Ma ha fatto male i conti perché i Lucani ricordano ancora bene le sue riforme incostituzionali del sistema sanitario, ricordano ancora bene la moltiplicazione dei primariati, le scelte sanitarie schizofreniche che, purtroppo, producono i loro effetti ancora oggi.

Oggi, più che mai dobbiamo avere fiducia nel Presidente Bardi, che, constatandolo con i miei occhi, in quanto onorato di essere un suo collaboratore, vedo h24 impegnato, aggiungo anche nel giusto approccio comunicativo con i lucani, senza mai arrendersi, senza mai tentennare.

Solo gli ‘untori’, dispensatori strumentalmente di paura, tutto ciò non l’hanno ancora compreso ma loro amano solo il narcisismo”.

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Categorie: Notizie Basilicata

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