Notizie Basilicata

POTENZA: Emergenza Covid-19, aggiornamento del 28 aprile (dati 27 aprile) effettuati 525 test Tutti sono risultati negativi.

Basilicatanews - Mar, 28/04/2020 - 12:56

Emergenza Covid-19, aggiornamento del 28 aprile (dati 27 aprile)

La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 27 aprile, sono stati effettuati 525 test per l’infezione da Covid–19. Tutti sono risultati negativi.

Con questo aggiornamento i contagi confermati in tutta la regione sono 205. Ieri erano 217, ai quali vanno sottratte 12 persone guarite, su un totale di 10889 tamponi analizzati, di cui 10521 risultati negativi. Sono 136 le persone guarite fino ad oggi.

Ai 205 positivi vanno aggiunti: 25 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi), 136 persone guarite, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Gioia del Colle, 1 paziente di Padula Buonabitacolo riscontrato dall’Aor San Carlo e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove attualmente si trovano in isolamento domiciliare.

Attualmente i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere lucane sono 63 così suddivisi: Azienda ospedaliera San Carlo: 17 in malattie infettive, 3 in terapia intensiva e 9 in pneumologia; Ospedale Madonna delle Grazie: 30 in malattie infettive e 4 in terapia intensiva. I lucani in isolamento domiciliare sono 142.

Tutti i test positivi verranno inviati all’Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalle persone risultate positive.

Il prossimo aggiornamento domani, 29 aprile, alle ore 12,00.

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POTENZA: RINASCITA DELLE PARTITE IVA

Basilicatanews - Mar, 28/04/2020 - 12:52
GRUPPO di LAVORO NAZIONALE ASSOCIAZIONE PARTITE IVA INSIEME PER CAMBIARE Al Presidente della Repubblica Italiana “Dott. Sergio Mattarella” Al Presidente del Consiglio dei Ministri “Dott. Giuseppe Conte” Il Presidente del Senato della Repubblica “Dr.ssa Maria Elisabetta Alberti Casellati” Il Presidente del Parlamento della Repubblica Italiana “Roberto Fico”
 Premessa
Il nostro GRUPPO, costituitosi in Associazione il 12 novembre 2019, è formato da oltre 450.000 membri a livello Nazionale e oltre 2.000.000 simpatizzanti, con lo scopo di dare voce alle varie categorie produttive e intende partecipare alla politica-sociale in maniera attiva per tutelare gli interessi della parte più attiva del Paese.
Il GRUPPO si è organizzato in tutte le regioni con coordinamenti provinciali per dare rappresentanza delle Partite IVA, che attualmente ritengono di non essere rappresentate in alcun modo.
Gli associati esprimono totale insoddisfazione rispetto alle misure fin qui adottate dal Governo, hanno condiviso le problematiche derivanti dall’attuale periodo di lockdown e intendono presentare proposte concrete per la realizzazione di un URGENTE tavolo di concertazione, al fine di continuare a garantire la regolare contribuzione alle entrate statali, considerato che le PMI rappresentano la spina dorsale del tessuto economico italiano contribuendo a fornire la maggior parte del gettito fiscale al Paese.
Le misure, adottate nei diversi provvedimenti del Governo non colgono le reali esigenze del tessuto economico e non sono risolutive dei gravissimi danni subiti dalle strutture aziendali e da tutti i contribuenti, poiché tali provvedimenti legislativi vengono ritenuti ingiusti e inadeguati alle istanze, esigenze e necessità degli imprenditori e dei professionisti.
Inoltre nella fase 2, nella quale è assolutamente prevedibile una prospettiva di business ridotta, gli adeguamenti che verranno imposti, dovranno essere oggetto di specifica valutazione dei costi, ed essere eseguiti con l’apporto di risorse finanziarie a fondo perduto e non con l’aggravio di ulteriori prestiti. Tutto ciò premesso Vista l’attuazione degli articoli 16 e 17 ed inibito l’art. 41 comma 1 della Costituzione Italiana, viene altresì meno la possibilità al contribuente di rispettare l’art. 53 della Costituzione Italiana, in cui “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Tenuto conto che l’Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale; Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale per il rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili; Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13; Visto e considerato quanto sopra espresso ed il permanere dell’emergenza sanitaria da covid-19; Visto e considerato che l’attuale e prospettica condizione di mercato non renderà possibile a tutto il tessuto economico, in riferimento alle PMI, di partecipare alla contribuzione dei carichi fiscali e contributivi del paese, come nei periodi di ordinaria attività, a tal fine si                                                  S I C H I E D E
L’ATTUAZIONE delle seguenti misure straordinarie: 1) La cancellazione dei debiti d’imposta, tasse, contributi, di qualsiasi ente statale, anche locali, (compreso gli acconti d’imposta sul reddito 2020), ad esclusione dell’IVA, per un periodo di 18 mesi e per tutte le PMI individuabili per dimensione a quelle non obbligate all’istituzione dell’organo di controllo ai sensi dell’art. 2477 del codice civile. 2) La sanatoria di tutte le pendenze fiscali e contributive compresi i tributi locali tenendo conto della effettiva capacità contributiva dei singoli soggetti, così come stabilito dalla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana. 3) Attuazione di tutte le forme di finanziamento a fondo perduto con tutte le forme possibili; * I Finanziamenti a fondo perduto dovranno essere concessi a tutte le Partite IVA con una procedura che consenta di valutare in maniera specifica, certificata tramite una perizia giurata redatta da un revisore legale, contenente i danni economici subiti; * Altresì, includendo: o La rinegoziane dei finanziamenti in essere, essendo gli stessi appartenenti a business-plan non più attuabili, visti i cambiamenti di gestione e la forte riduzione del volume d’affari in essere e prospettico; o Un contributo una tantum per le spese dell’adeguamento anti-covid19, per dipendenti e clienti, (paratie igienizzanti, sanificazioni impianti di trattamento aria, etc.) 4) Per le famiglie, i lavoratori dipendenti privati, lavoratori autonomi, collaboratori di qualsiasi forma, aventi un reddito non superiore ai 60 mila euro annui, un accredito diretto, ai propri conti correnti da 1.000 ai 2.500 euro mensili per 18 mensilità, stabilito attraverso un algoritmo di calcolo da concordare e ispirato ai principi Costituzionali. 5) Inoltre CHIEDIAMO che sia istituito un TAVOLO DI DISCUSSIONE a cui partecipare in rappresentanza delle PARTITE IVA e riguardante la riduzione del carico fiscale e del costo del lavoro, il riconoscimento delle tutele, la semplificazione burocratica degli adempimenti e nuove forme di regolamentazione per l’accesso al credito e per il potenziamento e lo sviluppo della competitività delle imprese Italiane coinvolgendo il garante della concorrenza rispetto alle vendite online da parte delle multinazionali estere e per studiare maggiori e più incisive tutele del Made in Italy.
Con osservanza  ITALIA 25 APRILE 2020
Il Presidente Giuseppe Palmisano

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POTENZA: Braia: istituire credito d’imposta regionale e definire immediatamente misure di sostegno alle imprese.

Basilicatanews - Mar, 28/04/2020 - 12:48

“Un credito d’imposta regionale per consentire di riconoscere un contributo/risarcimento/sostegno o un incentivo all’investimento, da distribuire nel tempo con un massimale all’anno, scalabile in funzione del fatturato 2018/2019, da decurtare dal monte tasse regionali/comunali che si versano nelle rispettive casse. Dopo la condivisione e l’accoglimento della proposta di ridurre o azzerare la TARI comunale alle imprese (di cui, dopo l’annuncio siamo in attesa di leggere il provvedimento) che sono state costrette alla chiusura, con l’impegno di rifondere le casse dei Comuni dell’importo equivalente, ho inviato una nota questa mattina al Presidente Bardi perché valuti attentamente la mia proposta di istituzione del credito d’imposta regionale per la Basilicata.

Il protrarsi del blocco per la maggior parte delle aziende anche lucane sino alla fine del mese di maggio impone, a mio avviso, al Governo Regionale della Basilicata la messa in campo di immediate misure di sostegno alle imprese, fondamentali per preparare le ripartenza e consentire di avere altri strumenti a disposizione che siano complementari e/o rafforzativi a quelli nazionali di cui attendiamo i dettagli nelle prossime ore.”

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POTENZA: QUEGLI ALUNNI LASCIATI INDIETRO

Basilicatanews - Mar, 28/04/2020 - 09:02

Quest’anno scolastico si sta svolgendo in maniera nuova per tutti e con tutta probabilità si concluderà anche “a distanza”. Gli alunni con disabilità, più degli altri, risentiranno pesantemente della sospensione delle attività didattiche in presenza, non solo a livello di apprendimenti, ma anche per gli aspetti di socializzazione e di relazioni interpersonali concrete che sono venute a mancare e che sono fondamentali per la crescita delle persone con sindrome di Down.

Durante tutta questa prima fase della piena emergenza, la cosiddetta fase 1, il Comune di Potenza ha scelto di interrompere, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, il prezioso lavoro degli assistenti alle autonomie ed alla comunicazione (Aec) che avrebbe dovuto supportare ed integrare la didattica a distanza, anche mediante l’uso di ausilii, la personalizzazione dei software didattici e l’integrazione con il gruppo classe. Di fatto le esigenze degli alunni con disabilità e in particolare quelli con disabilità intellettiva sono state completamente ignorate.

L’attività degli assistenti alla comunicazione non è solo quella di sostegno alla didattica ma è anche e soprattutto un’attività incentrata sul favorire l’integrazione e la relazione mediando con la famiglia, la scuola, i compagni. Così come indicato da Dario Ianes, Professore di Pedagogia e Didattica Speciale all’Università di Bolzano e co-fondatore del Centro Studi Erickson di Trento, in tempi di didattica a distanza “Vedo tre filoni di lavoro, sui tre contesti di apprendimento classici: scuola, compagni e famiglia. Tutti e tre sono contesti in realtà potenziabili anche da remoto: l’Aec può incidere e fare qualcosa su tutti e tre gli ambiti, anche in questa situazione eccezionale.”

Nella nostra realtà comunale, purtroppo, le famiglie sono state lasciate sole, a dover garantire attività di studio, di sostegno, di tempo libero in una situazione di limitata mobilità.

Altre città hanno fatto in modo che il supporto degli Aec fosse mantenuto integro mutando solo la modalità di erogazione.

Alla luce di tutto ciò ci auguriamo che gli assessori competenti diano al più presto risposte adeguate in tal senso, ripristinando fin da subito il servizio.

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POTENZA: FASE 2

Basilicatanews - Mar, 28/04/2020 - 08:57

Nelle pubbliche amministrazioni si applichino protocolli per smart working Regione Basilicata convochi i sindacati per la costituzione del Comitato tecnico scientifico regionale

Ci apprestiamo all’avvio della fase 2, con la ripresa “ordinaria” di alcune attività produttive nel nostro paese, una ripartenza che suscita ancora tante incertezze e che in ogni caso richiederà molta cautela e tanta prudenza. E questo non riguarda le sole attività produttive, ma la stessa pubblica amministrazione che dovrà garantire l’erogazione dei servizi pubblici e contemporaneamente tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Molti enti in Basilicata hanno applicato le disposizioni sullo smart working che hanno avviato in forma emergenziale con modalità improvvisate e con le risorse informatiche di cui disponevano. Difficoltà abbiamo registrato nella complessiva applicazione dell’art. 87, sia rispetto al corretto utilizzo delle ferie in quanto alcuni enti hanno indotto i lavoratori e le lavoratrici ad utilizzare anche le ferie del 2020, sia rispetto all’applicazione dell’esenzione dal servizio previsto come extrema ratio nei casi in cui, terminate ferie e congedi, non vi fosse la possibilità di ricorrere al lavoro agile.

Poche, pochissime le realtà nelle quali sono stati costituiti i Comitati per l’applicazione dei regolamenti per la sicurezza, a tutt’oggi attendiamo la convocazione della Regione Basilicata per la costituzione del Comitato tecnico scientifico regionale previsto dallo specifico protocollo per la sicurezza in sanità. In sostanza abbiamo registrato misure applicate a macchia di leopardo nella nostra regione e a oggi, mentre ci apprestiamo a navigare nella fase due, di fatto siamo ancora in mezzo al guado nella fase emergenziale.

Per entrare nella fase 2 è necessario anzitutto che le pubbliche amministrazioni abbiano ben chiaro il concetto che non si torna alla normalità, il DPCM del 26 aprile prevede chiare e precise riaperture.Non vorremmo perciò che questo approssimarsi induca qualche ente a recedere da alcune misure adottate facendo rientrare in servizio personale anche nelle ipotesi non necessarie.

Si rende indispensabile l’attivazione di confronti con le organizzazioni sindacali e le RSU per recepire, in base alle specificità dei posti di lavoro, il Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da Covid- 19 firmato dal ministro Dadone e le organizzazioni sindacali. Il protocollo è uno strumento per condividere con le rappresentanze sindacali tutte le iniziative poste in essere per la tutela dei lavoratori ma anche dell’utenza e dei cittadini nella delicata attuazione delle fasi progressive di rientro.

Si rammenta che la modalità ordinaria di lavoro nelle pubbliche amministrazioni resta il lavoro agile come già sancito dall’art. 87 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, che prevede che fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019, fissato al 31 luglio 2020 dalla delibera assunta dal Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, le pubbliche amministrazioni operino in modalità smart.

Ne deriva che ogni e qualsiasi modalità di lavoro diversa deve essere disposta con atto formale da parte del datore di lavoro nel rispetto delle disposizioni normative citate e che pertanto, i lavoratori pubblici attualmente in smartworking, dovranno essere chiamati a prestare attività lavorativa in sede, con apposito provvedimento del datore di lavoro o del rispettivo responsabile, non solo per una precisa assunzione di responsabilità da parte di chi gestisce il personale, ma anche, nelle more della sottoscrizione del citato protocollo. Segnaleremo all’Ispettorato per la funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri qualsiasi violazione delle menzionate disposizioni normative e contrattuali o rientri presso le sedi di lavoro non disposti con provvedimenti formali, o comunque in difformità dalle previsioni del protocollo sopra richiamato.Per questo è fondamentale che le singole amministrazioni si attivino celermente per la sottoscrizione dei protocolli sulla sicurezza definendo a monte le modalità di rientro in servizio del personale, ove questo sia necessario, stabilendo una rotazione nei rientri, concordando anche orari di lavoro consoni ed integrati con i sistemi di trasporto e tutte le misure idonee a garantire una “rarefazione” della presenza dei lavoratori e delle lavoratrici negli ambienti di lavoro. E soprattutto devono essere adottate tutte le misure di sicurezza nella regolazione delle presenze e forniti i necessari e adeguati DPI ai lavoratori.

Insomma si tratta di costruire sin da subito un sistema integrato che possa garantire la ripresa dei servizi erogati e la sicurezza non solo dei lavoratori ma della collettività riducendo al massimo le pur prevedibili possibilità di contagio.

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POTENZA: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE BARDI SUL “diritto all’accesso al lavoro delle Donne”.

Basilicatanews - Lun, 27/04/2020 - 15:03

Egregio Presidente,

Il Covid-19 ha già segnato in maniera indelebile le nostre vite e le condizionerà ancora per lungo tempo.
La fase 2 e 3, di cui si parla tanto in questi giorni, ci obbligano a fare riflessioni inerenti le azioni da mettere in campo nei prossimi giorni, che sicuramente saranno determinanti per il futuro del Paese.

I diritti in gioco sono molteplici, ma da Donna e coordinatrice regionale di Azzurro Donna Basilicata, mi preme sottoporre alla Sua attenzione un tema molto delicato e fortemente sentito. Prendendo spunto da un articolo pubblicato, lo scorso 27 Febbraio 2020, da “Qui Finanza” in merito alla partecipazione delle donne al mondo del lavoro legata ai carichi famigliari, richiamo la Sua attenzione su una delle conquiste sociali compiuta nel secolo che ci ha preceduti: il diritto all’accesso al lavoro delle Donne.

Nell’articolo, che fa riferimento ai dati Istat degli ultimi 20 anni, si evidenzia che la media europea delle donne che rinunciano al lavoro per occuparsi della famiglia sia del 3,7%, mentre, come a lei noto in Basilicata solo il 32% delle donne lavora per le difficoltà nell’accesso al lavoro, ma anche per la difficoltà di conciliare la vita lavorativa con quela familiare. Nonostante i dati siano molto negativi rispetto al resto d’Europa, le conquiste ottenute dal dopoguerra ad oggi, sono un bene inestimabile da tutelare. Al momento in cui le sto scrivendo, quindi nella fase del lockdown, già di per se lo smartworking non è sempre una soluzione praticabile poichè la condivisione dei carichi resta sbilanciata a sfavore delle donne che chiaramente o seguono i propri figli a casa H24 oppure si dedicano al proprio lavoro. Si aggiunge dunque alla segregazione sociale quella lavorativa inaccessibile ai più.

Da quello che apprendiamo a mezzo stampa il mondo produttivo ripartirà a breve, ma con le scuole chiuse. È evidente immaginare che i Camp Estivi o le Ludoteche per bambini, quest’anno resteranno chiuse e, con altrettanta probabilità, gli asili e le scuole per l’infanzia e materne, non potendo garantire il distanziamento necessario tra i bambini di quella fascia di età, non avranno modo di riaprire nemmeno a Settembre. Anche i nonni, “vero pilastro delle giovani famiglie italiane”, saranno meno di supporto rispetto al passato per motivi sanitari. Poichè la percentuale di donne che rinunciano a lavorare o modificano la propria vita per occuparsi di bambini in età compresa tra 0 e 5 anni è la più elevata, a maggior ragione sarebbe necessario, nella programmazione della ripartenza, tenere conto della tutela di quella che è stata una conquista sociale faticosa e che spesso, a prescindere, dalle reali opportunità di lavoro, trova ancora difficoltà legate al pregiudizio o al semplice retaggio culturale. Sarà particolarmente necessario sostenere le famiglie con figli perché, nei prossimi difficilissimi mesi, la possibilità del secondo stipendio nel nucleo famigliare sarà una necessità più che in altri momenti. È vero il Governo Nazionale ha sin da subito mostrato attenzione a questo tema attraverso lo strumento del bonus una tantum per le babysitter, ma nelle fasi di rilancio del paese, serviranno azioni permanenti che probabilmente saranno anche utili a far emergere e regolarizzare una professione, come quella della Tata, che nella maggior parte dei casi viene esercitata senza alcuna tutela contrattuale.

Le scrivo quindi, per chiderLe l’istituzione di un tavolo di lavoro, con l’assessore alle Politiche del Lavoro Francesco Cupparo e la Consigliera di parità Ivana Pipponzi, che renda l’accesso al lavoro per le Donne della Basilicata un fiore all’occhiello ed un modello virtuoso, non solo al sud, ma da replicare in tutta la Nazione. Noi di Azzurro Donna Basilicata ci mettiamo a Sua completa disposizione per individuare e valutare soluzioni come ad esempio il babisitteraggio condominiale ovvero altre utili forme di welfare da sviluppare congiuntamente.

Fiduciosa della sua particolare sensibilità dimostrata sin da subito, ma con particolare rilevanza in questa fase di emergenza, colgo l’occasione per porgerLe i miei più cari saluti.

27/04/2020
Antonella Sasso,
coordinatrice Azzurro Donna Basilicata

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POTENZA: BPER Banca, ancora chiusure di filiali in Basilicata ORA TOCCA AD Oppido Lucano

Basilicatanews - Lun, 27/04/2020 - 14:51

Il Gruppo BPER ha comunicato alle organizzazioni sindacali che, in coerenza con quanto previsto nel piano industriale 2019-2021, il prossimo 22 maggio darà l’avvio alla fase di chiusura già programmata del terzo slot di filiali sul territorio nazionale.

In Basilicata questa volta l’Istituto modenese “saluta” il comune di Oppido Lucano dando l’addio (dopo la chiusura di Acerenza nel 2019) al territorio dell’Alto Bradano. La FISAC CGIL esprime preoccupazione per le politiche aziendali che, ancora una volta, confermano il progressivo abbandono del già fragile tessuto economico di una regione come la Basilicata.

Soltanto nel 2019 il Gruppo BPER aveva proceduto alla chiusura nel territorio lucano di altre filiali (oltre Acerenza, Pisticci, Rotondella e Matera ASM). Dunque la predicata “attenzione al territorio” va a farsi benedire in favore del “più importante” conto economico, anche se – ben conoscendo la redditività degli sportelli chiusi mantenuta alta grazie al sacrificio continuo dei colleghi – riteniamo che la decisione potrebbe essere antieconomica causa la potenziale perdita di quote di mercato.

La FISAC inoltre sollecita il Gruppo Bper e amministratore delegato Alessandro Vandelli affinché chiariscano quale sia la posizione e quale l’impegno rispetto alle azioni a sostegno di un territorio investito da una condizione di crisi economica e sociale ampia e diffusa che tarda ad attenuare la sua morsa e che richiede, perciò, una più forte responsabilità sociale delle imprese e del Gruppo stesso nelle scelte d’investimento.

Abbiamo sempre ribadito il ruolo sociale del credito come presidio del territorio ma anche come mezzo di contrasto alle economie sommerse, la chiusura degli ultimi presidi sul territorio potrebbero difatti favorire un maggior ricorso all’usura, attività questa sempre “disponibile” e in prima linea. Si conferma, purtroppo, negli ultimi anni un disimpegno nel nostro territorio da parte dei grandi gruppi che ancora una volta incide negativamente sul nostro sistema socio-economico.

La FISAC CGIL ribadisce con forza che la Basilicata ha bisogno di un sistema bancario radicato e capillare sul territorio per offrire servizi sempre più efficienti e migliori alla clientela privata e per assistere, specie in un momento di difficoltà economica terribile come questo a causa del diffondersi del virus COVID19, gli artigiani e le piccole e medie imprese nell’accesso al credito agevolato. La chiusura di sportelli bancari in comuni già

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ROMA: Rinegoziabili oltre 1.500 mutui per un debito complessivo residuo di circa 400 milioni di euro

Basilicatanews - Lun, 27/04/2020 - 14:34

Basilicata: Cdp, al via dal 6 maggio il piano emergenza Coronavirus per enti territoriali, rinegoziabili oltre 1.500 mutui per un debito complessivo residuo di circa 400 milioni di euro

Per supportare gli amministratori nelle procedure di rinegoziazione, CDP, ANCI, IFEL e UPI hanno organizzato un ciclo di seminari via web, su base territoriale, in partenza dal 30 aprile

 Dal 6 maggio partirà il nuovo piano di rinegoziazione dei mutui lanciato da Cassa Depositi e Prestiti per supportare Comuni, Province, Città metropolitane, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Regioni e Province Autonome ad affrontare l’emergenza Coronavirus. Si tratta della più estesa operazione di rinegoziazione dei mutui realizzata negli ultimi anni da CDP, che coinvolgerà circa 7.200 enti territoriali per complessivi 135.000 mutui rinegoziabili e potrà liberare risorse fino a 1,4 miliardi di euro.

Nello specifico, in Basilicata sono 115 i diversi enti territoriali coinvolti, per un totale di oltre 1.500 mutui rinegoziabili e un debito residuo complessivo di circa 400 milioni di euro.

Con la pubblicazione odierna sul sito internet www.cdp.it della Circolare n.1.300, sono rese pubbliche le modalità operative per procedere alla rinegoziazione da parte degli enti locali.

CDP metterà a disposizione di ciascun ente locale – nel periodo di adesione che va dal 6 al 27 maggio 2020 – l’elenco dei prestiti originari, rendendo note le relative condizioni economiche di rinegoziazione in una sezione del Portale Enti Locali e PA del proprio sito internet, nella quale potrà essere interamente finalizzato l’iter istruttorio e contrattuale.

L’operazione consentirà agli enti di liberare risorse immediatamente utilizzabili sul territorio, che potranno essere destinate anche agli interventi necessari a far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

In vista dell’avvio della rinegoziazione dei mutui, CDP, ANCI, IFEL e UPI hanno organizzato un ciclo di seminari via web, suddivisi su base territoriale, che partiranno dal prossimo 30 aprile. I webinar saranno finalizzati a fornire supporto agli amministratori e ai servizi finanziari degli enti locali sull’iter, sugli aspetti documentali e sui termini di adesione all’operazione.

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POTENZA: Emergenza Covid-19, Rosa: “Le acque lucane sono sicure”

Basilicatanews - Lun, 27/04/2020 - 14:27

“Sono prive di fondamento le preoccupazioni del consigliere Polese per lo stato delle acque lucane in relazione alla possibile presenza del virus Covid19. In verità, l’Assessorato all’Ambiente già da tempo sta seguendo le varie problematiche legate alle sue competenze approfondendo anche questa questione. Il supporto degli studi dell’OMS e dell’Istituto Superiore di Sanità ci permettono di stare tranquilli”.

È quanto afferma l’assessore all’Ambiente ed Energia della Regione Basilicata, Gianni Rosa, replicando alla nota del consigliere regionale Mario Polese.

“Il virus – aggiunge Rosa – non è mai stato riscontrato nell’acqua potabile. Questo perché il sistema di gestione delle acque destinate all’uso umano e la loro depurazione e disinfezione finale garantiscono l’abbattimento del coronavirus anche qualora fosse presente. Come affermato dall’Istituto Superiore di Sanità il 7 aprile scorso, le acque destinate a consumo umano sono sicure rispetto ai rischi di trasmissione di COVID-19.

Tuttavia, l’esperienza insegna che l’uso distorto delle notizie, in questo periodo di massima allerta, può provocare ulteriori preoccupazioni nella popolazione, anche se assolutamente prive di fondamento. La presenza minima di tracce di coronavirus nelle acque non potabili di Parigi, non dunque in acqua potabile o per uso umano, potrebbe essere strumentalizzata e, come ribadito più volte, non è questo il momento di metterci gli uni contro gli altri e di fomentare timori”.

“Per questo unico motivo – conclude Rosa -, mi ero già premurato di chiedere ulteriori analisi all’ARPAB e ad Acquedotto Lucano, anche in assenza di evidenze scientifiche che impongano approfondimenti in tal senso al fine di rassicurare tutti i Lucani circa la sicurezza delle nostre acque”.

 

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POTENZA:Emergenza Covid-19, aggiornamento del 27 aprile (dati 26 aprile) effettuati 287 TEST TUTTI NEGATIVI

Basilicatanews - Lun, 27/04/2020 - 13:19

La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 26 aprile, sono stati effettuati 287 test per l’infezione da Covid–19. Tutti sono risultati negativi.

Con questo aggiornamento i contagi confermati in tutta la regione sono 217. Ieri erano 219, ai quali vanno sottratte 2 persone guarite, su un totale di 10364 tamponi analizzati, di cui 9996 risultati negativi.

Ai 217 positivi vanno aggiunti  25 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi), 124 persone guarite, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Gioia del Colle, 1 paziente di Padula Buonabitacolo riscontrato dall’Aor San Carlo e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove attualmente si trovano in isolamento domiciliare.

Attualmente i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere lucane sono 64 così suddivisi: Azienda ospedaliera San Carlo: 18 in malattie infettive, 3 in terapia intensiva e 9 in pneumologia; Ospedale Madonna delle Grazie: 30 in malattie infettive e 4 in terapia intensiva. I lucani in isolamento domiciliare sono 153.

 

Tutti i test positivi verranno inviati all’Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalle persone risultate positive.

Il prossimo aggiornamento domani, 28 aprile, alle ore 12,00.

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POTENZA: Emergenza Covid-19, aggiornamento del 26 aprile (dati 25 aprile) effettuati 285 test 280 sono risultati negativi e 5 positivi.

Basilicatanews - Dom, 26/04/2020 - 11:52

La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 25 aprile, sono stati effettuati 285 test per l’infezione da Covid – 19. Di questi: 280 sono risultati negativi e 5 positivi.

I casi positivi riguardano:

2 il comune di Bernalda;

2 il comune di Gallicchio;

1 il comune di Moliterno.

Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la regione sono 219. Ieri erano 218, ai quali vanno aggiunti 5 positivi e sottratte 4 persone guarite. Dall’inizio della pandemia sono stati effettuati 10.077 tamponi. Il totale dei tamponi risultati negativi è 9.709.

Ai 219 positivi vanno aggiunte nel complesso 25 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi), 122 guariti, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Gioia del Colle, 1 paziente di Padula Buonabitacolo riscontrato dal San Carlo e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove si trovano in isolamento domiciliare.
Attualmente i pazienti ricoverati presso strutture ospedaliere lucane (Azienda ospedaliera San Carlo e Ospedale Madonna delle Grazie) sono 64 così suddivisi: Aor San Carlo: Malattie infettive 18, terapia intensiva 3, pneumologia 9; Madonna delle Grazie: malattie infettive 30 e terapia intensiva 4. I lucani in isolamento domiciliare sono 155.

Tutti i test positivi verranno inviati all’Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalle persone risultate positive.

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roma: CORONAVIRUS, DE BONIS: “DA DE FILIPPO SOLO SPICCIOLI AI LUCANI, A UE E PETROLIERI SIGNORSÌ”

Basilicatanews - Sab, 25/04/2020 - 21:11

“Al deputato De Filippo che sbandiera come una grande vittoria un ordine del giorno, e non un emendamento, per i quattro bruscolini che arriveranno a tre Comuni della Basilicata, faccio notare che lui a suo tempo ha avuto l’occasione di giocare una partita ben più importante per la nostra regione, facendo sentire la sua voce con i petrolieri. Un’occasione persa su tutta la linea: ha lasciato che fossero riconosciute royalties bassissime, ha dato mano libera alle trivellazioni selvagge che hanno trasformato il nostro territorio in una gruviera e, come ciliegina sulla torta, assieme al suo partito Italia viva ha confermato una figura come Descalzi alla guida dell’ENI. Ora spera di ricostruirsi un’immagine e una verginità politica facendo arrivare qualche centesimo a tre comuni lucani”.

Lo ha detto il senatore Saverio De Bonis in risposta alle recenti dichiarazioni del deputato di Italia Viva Vito De Filippo.

“Piuttosto – continua De Bonis – da lui mi sarei aspettato che appoggiasse la mia proposta di utilizzare le risorse petrolifere della Basilicata come collaterale di garanzia, per raccogliere risorse dai mercati senza estrarre il greggio ed erogarle a famiglie e imprese, invece di chiedere l’elemosina all’Europa perdendo ulteriormente sovranità con MES e altre misure che faranno aumentare il debito/Pil al 155% e ridurranno i nostri titoli pubblici a spazzatura”.

Così conclude il senatore: “Invece di sprecare energie in misure di piccolo cabotaggio che sono fumo negli occhi, De Filippo perché non si preoccupa dei 40 milioni provenienti dalle royalties del petrolio che furono assegnati per il 2015, e che ad oggi la Basilicata non ha ancora ricevuto?”.

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ROMA: CORONAVIRUS: CON IL CURA ITALIA APPROVATO PER LE IMPRESE AGRICOLE L’ACCESSO DIRETTO AL FONDO DI GARANZIA

Basilicatanews - Sab, 25/04/2020 - 20:39

Con l’approvazione definitiva del Cura Italia alla Camera dei Deputati, il testo viene convertito in legge e, con esso, la norma che estende alle imprese agricole la possibilità di avvalersi in maniera diretta degli interventi del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, comprendendo ovviamente i benefici previsti dalle ultime disposizioni normative. L’obiettivo è quello di permettere un rapido e consistente afflusso di liquidità alle imprese del settore primario che diviene ancor più cruciale in questo momento drammatico per l’economia italiana, bloccata dalle misure di contrasto alla diffusione del COVID-19. L’intera filiera agroalimentare sta continuando ad operare ma il mondo agricolo va sostenuto attraverso strumenti in grado di iniettare finanziamenti in modo immediato.

 “Sarà, pertanto, presto attivo un ulteriore canale per l’accesso al credito delle imprese agricole, oltre quello previsto da Ismea – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – Si tratta di un risultato importante che ho fortemente voluto e che risponde alle esigenze e alle richieste del mondo agricolo, soprattutto in questo periodo d’emergenza sanitaria. Fino ad oggi, infatti, l’agricoltura poteva accedere solo attraverso i Confidi agricoli che, però, di fatto non esistono a livello nazionale e, quelli esistenti, riescono a far erogare finanziamenti in poche province per importi di entità modestissima. Come già verificatosi per l’agroalimentare, con 1 miliardo di euro concesso nel solo 2019, il Fondo di Garanzia – prosegue L’Abbate – sarebbe in grado di concedere agevolmente erogazioni di prestiti di liquidità, ripianamento passività e investimenti in grado di sostenere e rilanciare il settore agricolo, anche in previsione della cosiddetta Fase 2. Risulterà determinante, infatti, mettere gli istituti finanziari nelle condizioni di poter sostenere in maniera agile e immediata anche il comparto agricolo. Un risultato raggiungibile con l’accesso diretto al Fondo di Garanzia, su cui convergono anche le stesse banche con cui mi sono confrontato. Questo settore dell’economia nazionale – conclude il Sottosegretario L’Abbate – ancor di più in questa fase di emergenza, si sta rivelando strategico per l’interesse del Paese e l’economia nazionale e va sostenuto nel modo adeguato”.

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