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POTENZA: EMERGENZA CORONAVIRUS, ORDINANZA N° 6 PRESIDENTE BARDI

Basilicatanews - Lun, 16/03/2020 - 20:35

Ordinanza n. 6 del 16 marzo 2020

OGGETTO: ulteriori misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’articolo 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Disposizioni in materia di Trasporto pubblico locale.

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE BASILICATA

VISTI gli articoli 32 e 117 della Costituzione;

VISTO lo Statuto della Regione Basilicata;

VISTA la legge 23 dicembre 1978, n. 833, recante “Istituzione del servizio sanitario nazionale” e, in particolare, l’art. 32 che dispone “il Ministro della sanità può emettere ordinanze di carattere contingibile e urgente, in materia di igiene e sanità pubblica e di polizia veterinaria, con efficacia estesa all’intero territorio nazionale o a parte di esso comprendente più regioni”, nonché “nelle medesime materie sono emesse dal presidente della giunta regionale e dal sindaco ordinanze di carattere contingibile ed urgente, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale”;

VISTO l’articolo 50 del d.lgs. D.Lgs. 18 agosto 2000 n.267, a mente del quale “5. In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale. Le medesime ordinanze sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale, in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. Negli altri casi l’adozione dei provvedimenti d’urgenza, ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali”;

VISTO il Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 che, all’articolo 117 (Interventi d’urgenza), sancisce che “1. In caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale. Negli altri casi l’adozione dei provvedimenti d’urgenza, ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali”;

VISTA la legge regionale 1 febbraio 1999, n. 3 “Norme per l’organizzazione e l’esercizio delle funzioni di prevenzione spettanti al Servizio sanitario regionale”, ed in particolare l’articolo 4, recante le attribuzioni del Presidente della Giunta regionale relativamente all’emanazione di ordinanze in materia di igiene, di sanità pubblica e di polizia veterinaria;

VISTA la legge regionale n. 22 del 27 luglio 1998 e successive modificazioni e integrazioni concernente la “Riforma del Trasporto Pubblico Regionale”;

VISTA la legge regionale 17 agosto 1998, n. 25 “Disciplina delle attività e degli interventi regionali in materia di protezione civile – Abrogazione L.R. 19 dicembre 1994, n. 46”;

VISTA la legge regionale 1° luglio 2008, n. 12, recante riassetto organizzativo e territoriale del Servizio sanitario regionale;

VISTO il decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 “Codice della protezione civile”, e in particolare le previsioni di cui al Capo IV recante “Gestione dell’emergenza di rilievo nazionale”;

VISTA la delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

VISTA la circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22 febbraio 2020;

VISTA l’ordinanza del Ministro della Salute del 21 febbraio 2020;

VISTO il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del

23 febbraio 2020, n. 45, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13 che, tra l’altro, dispone che le autorità competenti hanno facoltà di adottare ulteriori misure di contenimento al fine di prevenire la diffusione dell’epidemia da COVID-19;

VISTO in particolare l’articolo 3, comma 1, del menzionato decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13, ove si stabilisce che “1. Le misure di cui agli articoli 1 e 2 sono adottate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, sentito il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze e gli altri Ministri competenti per materia, nonché i Presidenti delle regioni competenti, nel caso in cui riguardino esclusivamente una sola regione o alcune specifiche regioni, ovvero il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni, nel caso in cui riguardino il territorio nazionale” e al comma 2 dispone che ” Nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1, nei casi di estrema necessità ed urgenza le misure di cui agli articoli 1 e 2 possono essere adottate ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dell’articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dell’articolo 50 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267″;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.”;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020, recante misure urgenti di contenimento di contagio nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia;

VISTO in particolare, l’articolo 1, comma 1, del DCPM 8 marzo 2020 che dispone alla lettera a) di “evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”;

CONSIDERATA, in particolare, la misura igienico-sanitaria di cui all’allegato 1 lettera d) del precitato DPCM 8 marzo 2020 che stabilisce, in conformità a quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il “mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro”, quale condizione minima ed inderogabile per prevenire e contenere la diffusione del contagio;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”, ed in particolare l’articolo 1 del predetto DPCM il quale ha disposto che “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 le misure di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 sono estese all’intero territorio nazionale.”;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020, recante Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale, che in particolare all’articolo 1, comma 1, n. 5, stabilisce: “Il Presidente della Regione con ordinanza di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legge 23 febbraio 2020 n. 6, può disporre la programmazione del servizio erogato dalle Aziende del Trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza coronavirus sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali.”, le cui disposizioni producono effetto dalla data del 12 marzo 2020 e fino al 25 marzo 2020, con salvezza delle disposizioni di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 e del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2020, ove non incompatibili;

CONSIDERATO che l’OMS ha formalmente espresso forti preoccupazioni in ragione dei livelli allarmanti di diffusione e gravità del virus;

CONSIDERATO che, al fine di prevenire e contenere il rischio di contagio, ormai gravissimo sull’intero territorio regionale, occorre disporre misure urgenti di riduzione e soppressione dei servizi, al fine di assicurare i soli servizi minimi essenziali, evitando mobilità ingiustificata a tutela della salute sia degli addetti che degli utenti;

CONSIDERATO che, in tale contesto, si impone l’assunzione immediata di ogni misura necessaria e urgente idonea a rafforzare ulteriormente le misure di sorveglianza sanitarie adottate per il periodo di tempo necessario a prevenire, contenere e mitigare la diffusione della malattia infettiva diffusiva COVID-19;

RICHIAMATO il proprio decreto 6 marzo 2020, n.43 “Istituzione dell’unità di crisi regionale (U.C.R.) per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”;

PRESO ATTO dell’evolversi della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia, dell’incremento dei casi e del notevole incremento dei casi e dei decessi notificati all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e, in particolare, del fatto che l’11 marzo 2020 l’OMS stesso ha dichiarato che la diffusione da COVID-19 ha assunto i connotati di pandemia;

RICHIAMATO l’articolo 5, comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020, ove si dispone che “Resta salvo il potere di ordinanza delle Regioni, di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6.”;

VISTA la nota prot. n. TRNT-CPR DRPU\P\2020\0012511 del 13 marzo 2020 con la quale Trenitalia S.p.A. ha trasmesso la propria proposta di razionalizzazione dei servizi di competenza al fine di contribuire alla riduzione delle occasioni di contagio sui mezzi di competenza, garantendo comunque i livelli essenziali minimi di servizio;

PRESO ATTO del Protocollo condiviso del 14 marzo 2020 di Regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro;

RITENUTO che le situazioni di fatto e di diritto riportate in premessa e motivate integrino le condizioni di eccezionalità ed urgente necessità di tutela della sanità pubblica;

Emana la seguente

ORDINANZA

Art. 1

1.Con decorrenza immediata e fino al 25 marzo 2020 è disposta su tutto il territorio regionale la riduzione della programmazione dei servizi erogati dalle aziende del Trasporto pubblico locale, in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus in atto, sulla base dei criteri riportati al successivo comma 2. E’ disposta la riduzione in misura pari al cinquanta per cento dei programmi di esercizio previsti in via ordinaria.

2.Devono essere garantiti i seguenti servizi minimi essenziali di trasporto pubblico locale: i servizi da e verso gli ospedali e le altre strutture sanitarie, con particolare riguardo ai collegamenti negli orari utili al trasporto degli operatori sanitari, i servizi di TPL in fascia pendolare per fruire dei servizi istituzionali essenziali erogati dalla pubblica amministrazione, i servizi verso le aree industriali ove vi siano stabilimenti produttivi in attività, garantendo l’esercizio dei servizi stessi, nel rispetto dei principi di cui al successivo comma 6.

3. Entro e non oltre due giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza, il Consorzio delle Aziende esercenti servizi di trasporto pubblico locale (COTRAB) extraurbani su gomma comunica alle Province e alla Direzione generale del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata il mantenimento delle linee strettamente indispensabili, trasmettendo il programma di esercizio per garantire i servizi minimi essenziali di cui al precedente comma 2. Entro il medesimo termine, la società Ferrovie Appulo Lucane SrL (FAL) per i servizi ferroviari ed automobilistici di competenza, comunica alla Direzione generale del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata il mantenimento delle linee strettamente indispensabili trasmettendo il relativo programma di esercizio.

4. La Società Trenitalia SpA procede all’attuazione della riduzione dei servizi secondo quanto riportato con la nota prot. n. TRNT-CPR DRPU\P\2020\0012511 del 13 marzo 2020, ferma l’esigenza di assicurare i servizi minimi essenziali.

5. In relazione a quanto disposto con la presente ordinanza, le aziende di Trasporto pubblico locale, la Società Trenitalia SpA e la società Ferrovie Appulo Lucane Srl sono tenute a dare la più ampia diffusione della nuova programmazione dei servizi minimi essenziali a tutti gli utenti sui propri siti istituzionali e con ogni altro mezzo di comunicazione, nonchè alle stazioni.

6. Le aziende di Trasporto pubblico locale sono tenute a far garantire le necessarie distanze di sicurezza interpersonale di un metro tra i passeggeri quale misura di contenimento della diffusione del COVID-19, a tutela della salute del personale e degli utenti, anche mediante la segnalazione delle postazioni che possono essere utilizzate sui mezzi di trasporto.

Art. 2

1 La presente ordinanza è trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della salute, ai Prefetti e all’ANCI per l’inoltro ai Comuni.

2.Avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni centoventi.

3. La presente ordinanza, immediatamente esecutiva, sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione e sul sito istituzionale della Giunta della Regione.

Potenza,

BARDI

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MURO LUCANO: Coronavirus – Ospedale Muro Lucano e Pescopagano

Basilicatanews - Lun, 16/03/2020 - 17:38

Con il Sindaco di Pescopagano Giovanni Carnevale, abbiamo deciso di scrivere un’ulteriore missiva alle autorità regionali per le strutture ospedaliere di Muro Lucano e Pescopagano. Anche gli altri Sindaci dell’area supporteranno questa nostra richiesta.

È il tempo della politica operativa, che oggi deve dare risposte concrete, occorre garantire presidi sanitari su tutti i territori in modo da poter soddisfare le esigenze e le necessità di tutti i cittadini.

Muro Lucano, opportunamente attrezzato e Pescopagano, già pronto, debbono essere impegnati da subito.

E’ un nostro preciso dovere, anche perché si tratta di strutture realizzate  con finanziamenti pubblici. Riteniamo che proprio in questo momento storico dobbiamo garantire al meglio la loro funzionalità.

In questo momento delicato, dove anche altre regioni ci chiedono supporto la capacità di dare risposte di solidarietà darebbero il senso della unità tanto proclamata.

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POTENZA: SALGONO A 13 I POSITIVI AL CORONAVIRUS IN BASILICATA

Basilicatanews - Lun, 16/03/2020 - 17:31

La task force regionale comunica che il laboratorio dell’ospedale San Carlo di Potenza ha analizzato in tarda mattinata 10 tamponi. Di questi uno è risultato positivo al Covid 19.
Si tratta di una persona già ricoverata al Reparto Mattie infettive dell’Ospedale San Carlo.

 

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POTENZA: L’UISP LANCIA LA CAMPAGNA #LAPALESTRAE’LANOSTRACASA: LO SPORT RESTI A CASA PER IL BENE DELLE NOSTRE COMUNITA’

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 19:37

A seguito del provvedimento di chiusura dei parchi urbani disposto dal Comune di Matera e altre città italiane, tra cui Potenza, al fine di evitare assembramenti di persone, dannosi per il diffondersi del contagio del virus COVID-19, Uisp Unione Italiana Sport Pertutti Basilicata e Matera, da sempre in prima linea per promuovere sport sociale e per tutti, condividono la delicata scelta del primo cittadino ed invitano tutti coloro i quali che in questi giorni hanno avvertito l’esigenza di uscire di casa per fare attività motorie e/o sportive, a restare a casa per tutelare sé stessi e gli altri, se davvero si ha a cuore il bene della nostra comunità.

“Ci aspettiamo dunque che la Comunità rispetti le misure imposte, evitando di praticare attività sportiva, anche in maniera individuale, per le vie della nostra amata Città, compiendo un atto di responsabilità nei confronti di tutti in quanto non è semplicemente una questione relativa alla ‘passeggiata’ o alla ‘corsetta’, benché non vietata dal Dcpm dell’11 marzo, ma di PRIORITÀ e di BUON SENSO.

Evitare gli assembramenti per mantenere il distanziamento sociale è l’unico modo per evitare la diffusione del virus. Lo sport è educazione, rispetto delle regole e, mai come in questo caso, è indispensabile che gli sportivi mantengano comportamenti che non contravvengano il Dpcm dell’11 marzo u.s.

Avremo modo e tempo di vivere la nostra città, le strade, i parchi, le piazze, riappropriarci dei nostri luoghi e delle nostre passioni, ma NON in questo momento. Ci è richiesto sacrificio e noi sportivi sappiamo cosa ciò significhi, per raggiungere un obiettivo, un risultato, che mai come in questa occasione, ha un’importanza fondamentale, per TUTTE E TUTTI”. Questo è quanto dichiarato dai Comitati Uisp, che rilanciano l’iniziativa nazionale Uisp #lapalestraèlanostracasa, suggerendo di praticare l’attività sportiva nelle proprie abitazioni al fine di contrastare e contenere l’emergenza COVID19.

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POTENZA: COVID-19: PUBBLICATA ORDINANZA N° 5 DI BARDI PER IL CONTENUTO DELL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 19:29

COVID-19: pubblicata ordinanza di Bardi per il contenimento dell’emergenza epidemiologica

“In linea le direttive dettate dall’ultimo decreto del Presidente del Consiglio, ho emanato un’ordinanza più restrittiva della precedente perché abbiamo la necessità di limitare fortemente la circolazione delle persone. Dobbiamo fare questo sforzo per diminuire il più possibile la possibilità di diffusione del virus”.
E’ quanto dichiara il presidente della Regione, Vito Bardi, che ha emesso in serata l’ordinanza n. 5 che prevede ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 con precise disposizioni relative all’ingresso e permanenza delle persone in Basilicata.
“Osservare tali disposizioni – commenta Bardi – è un nostro preciso dovere, non solo verso noi stessi, ma soprattutto per le persone che ci circondano, per i nostri cari, per i figli e per i nipoti. Rivolgo ancora una volta un appello ai lucani perché rimangano nelle loro abitazioni ed escano solamente nei casi previsti. Rivolgo un plauso – continua Bardi – ai medici e agli infermieri, a tutti i volontari della Croce Rossa, dalle Protezione Civile e delle associazioni che sono protagonisti indiscussi di questi giorni. La mia gratitudine e la gratitudine e quella del popolo lucano va anche ai sindaci e a tutti coloro che, soprattutto nei comuni, sono in prima linea”.
Queste (per estratto) le disposizioni dell’ordinanza n. 5 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata Speciale numero 19:
Art. 1
1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del COVID-19, con decorrenza immediata e fino al 3 aprile 2020 tutti i soggetti che facciano ingresso in Basilicata da altre regioni o dall’estero, e vi soggiornino anche temporaneamente, devono comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale (MMG) ovvero pediatra di libera scelta (PLS) ovvero al numero verde appositamente istituito dalla Regione 800996688, con l’obbligo – fatta eccezione per i casi previsti al comma 2 – di osservare la permanenza domiciliare con isolamento per 14 giorni, con divieto di contatti sociali, spostamenti o viaggi, e di rimanere raggiungibili per le attività di sorveglianza.  In caso di comparsa di sintomi da COVID-19 si applica quanto previsto dall’articolo 3, comma 5, del DPCM 8 marzo 2020.
2. Con decorrenza immediata e fino al 3 aprile 2020 su tutto il territorio regionale è vietato a chiunque di allontanarsi dal proprio domicilio, abitazione o residenza, salvo nei casi previsti dall’articolo 1, comma 1, lett. a) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020:
a)      comprovate esigenze lavorative, ivi compreso il transito e il trasporto delle merci;
b)      situazioni di necessità, ivi comprese quelle correlate alle esigenze primarie delle persone e degli animali di affezione;
c)      spostamenti per motivi di salute.
Art. 2
1. Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il mancato rispetto degli obblighi di cui alla presente ordinanza è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, come previsto dall’articolo 3, comma 4, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13.
2. I Prefetti territorialmente competenti assicurano l’esecuzione delle misure disposte dalla presente ordinanza.
3. La presente ordinanza viene trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della salute, ai Prefetti e all’ANCI per l’invio ai Sindaci.
4. Sono confermate le disposizioni di cui alle ordinanze del 27 febbraio 2020, n. 2, dell’8 marzo 2020, n. 3 e dell’11 marzo 2020, n. 4, ove compatibili con le disposizioni della presente ordinanza.

Link. Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata Speciale numero 19:
http://burweb.regione.basilicata.it/bur/ricercaBollettini.zul

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POTENZA: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE CONTE:“FERMI I RITORNI AL SUD A RISCHIO CONTAGIO CORONAVIRUS”

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 17:38

Una trentina di Movimenti e associazioni hanno inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, https://www.change.org/p/governo-italiano-fermi-i-ritorni-a-sud-a-rischio-contagio-coronavirus, per chiedere di porre fine alle incontrollati migrazioni di decine di migliaia di persone dalle zone in cui è dilagata l’epidemia di coronavirus, non solo al sud, ma anche in Liguria, Versilia, Sardegna e altrove, nonostante i decreti restrittivi, recando un disagio notevole a Regioni che non hanno strutture adatte a sopportare un carico di tale portata, in particolare quelle nel Mezzogiorno.

I Presidenti della Regione Liguria Giovanni Toti e il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano hanno denunciato lo stesso pericolo e cioè il sovraccarico  sulle strutture sanitarie regionali non calibrate per quei carichi aggiuntivi.

Non sembra sia stato fatto abbastanza per arginare questa mobilità che, anzi, sembra avvenga con troppa facilità, infatti i treni che dal nord vanno verso sud sono occupati da giorni.

Sembra  il Nord ricchissimo di strutture ospedaliere, mezzi e risorse non riesce a fronteggiare l’emergenza di queste settimane, come potrebbero farlo, le poche e carenti strutture di un sistema sanitario meridionale?

Paradossalmente, meno illogico sarebbe stato se dai focolai pandemici fosse stato colpito il Sud, e l’esodo fosse stato verso il più attrezzato Nord.

Il senso di responsabilità dovrebbe prevalere sia nelle persone, ma soprattutto nelle istituzioni: sanzioni o leggi ad hoc e interventi più decisi che ostacolino, dove immotivata, una così grande migrazione con il rischio di espandere l’epidemia nelle zone finora risparmiate.

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POTENZA: MESSAGGIO DEL PRESIDENTE BARDI A BOLOGNETTI “sospendi la tua protesta”

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 17:33

Messaggio del presidente della Regione Vito Bardi, al segretario lucano dei Radicali

“Caro Bolognetti, caro Maurizio,

sto seguendo con attenzione la tua protesta pacifica e civile per diritti, la libertà e la democrazia di quanti sono oppressi da regimi liberticidi.

Ne comprendo le motivazioni e ti sono sinceramente vicino, ma il grave momento che sta attraversando il Paese mi suggerisce di consigliarti il proseguimento della tua battaglia senza continuare lo sciopero della fame.

Credo infatti che la libertà del blogger cinese Lì Zehua sia tutelata al meglio grazie alle tante voci libere come la tua e come quelle che da sempre ha espresso il Partito Radicale in Italia e all’estero.

Pur apprezzando da sempre i metodi non violenti delle battaglie dei Radicali, ti chiedo di proseguire la tua protesta pacifica senza mettere in pericolo la tua salute”.

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POTENZA: EMERGENZA CORONAVIRUS, IN MATTINATA ANALIZZATI 10 TAMPONI, NEGATIVI AL COVID-19

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 17:04

Emergenza COVID-19: analizzati altri 10 tamponi, tutti negativi

Il laboratorio dell’ospedale San Carlo di Potenza ha analizzato in tarda mattinata altri 10 tamponi, risultati tutti negativi al Covid-19.

Di questi 9 provenivano da Matera e uno da Potenza.

Lo rende noto la task force regionale.

16:58

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POTENZA: GEOLOGI E ALTRE PROFESSIONI SCRIVONO A CONTE, CHIEDIAMO MISURE A TUTELA DEI LIBERI PROFESSIONISTI

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 13:27
Emergenza Coronavirus, i geologi insieme alle altre professioni dell’area tecnica scrivono a Conte: chiediamo misure a tutela dei liberi professionisti

L’emergenza Covid-19, dopo la Cina sta mettendo a dura prova l’Italia e il resto del mondo, motivo per il quale nel nostro Paese sono state adottate misure sempre più stringenti, che inizialmente hanno interessato solo alcune zone di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e, successivamente, sono state estese a tutto il territorio nazionale. Un’emergenza sanitaria che mette a dura prova il lavoro di professionisti e di tantissime imprese rimaste ferme. A tal proposito interviene Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi: “Tra le categorie più colpite ci sono anche i liberi professionisti che, in quanto lavoratori autonomi, sono una delle parti più esposte dell’intero sistema economico e produttivo italiano. Il forte rallentamento, o addirittura la sospensione delle attività professionali, genera ovviamente un momento di grave crisi che comporta, soprattutto nel caso di professionisti con situazioni economiche e professionali meno consolidate, l’impossibilità di adempiere ai vari obblighi di legge”.

Per questo il Consiglio Nazionale dei Geologi sin da subito ha messo in campo iniziative per attenuare le difficoltà dei geologi, come il differimento di ogni attività di recupero coattivo delle somme dovute fino al superamento dell’emergenza. “Il premier ha dichiarato che, per questa emergenza dovuta alla diffusione del Covid19, nessuno rimarrà indietro e nessuno perderà il posto di lavoro, – continua il Presidente CNG – ma le misure fin qui adottate e le proposte che sono state avanzate negli ultimi giorni riguardano soprattutto le imprese e i lavoratori dipendenti, mentre sembrano mancare misure a tutela dei professionisti. Per questo, ritengo necessario che questo gap debba essere colmato in fretta. Per questo motivo – spiega Peduto – tra le varie iniziative intraprese, credo sia di particolare rilievo la richiesta inviata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di concerto con gli altri Consigli Nazionali che aderiscono alla Rete delle Professioni Tecniche, di prevedere nei provvedimenti di prossima adozione da parte del Governo alcune misure importanti a sostegno dei professionisti”.

Questi i 19 punti della lettera inoltrata al Presidente del Consiglio, di cui il Consiglio Nazionale dei Geologi si è fatto promotore insieme alle altre professioni di area tecnica afferenti alla Rete delle Professioni Tecniche:

1) Sospensione delle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23, 24 e 29 D.p.r. 600/73 per i professionisti;

2) Estensione dell’indennità mensile prevista dall’articolo 16 del decreto del 2 marzo 2020 a tutti i lavoratori autonomi senza alcuna esclusione geografica o di iscrizione all’Assicurazione Generale Obbligatoria ma con limitazioni basate sulla media del reddito dichiarato nell’ultimo triennio (soglia 30.000 Euro);

3) Sospensione tra il 16 marzo 2020 ed il 30 giugno 2020, salvo proroghe, di tutti gli adempimenti e dei versamenti di natura tributaria, contributiva ed assicurativi;

4) Sospensione dei versamenti scadenti tra il 16 marzo 2020 ed il 30 giugno 2020, salvo proroghe, derivanti da cartelle di pagamento emesse dall’Agenzia di Riscossione, da avvisi, atti, ingiunzioni nonché pagamenti derivanti dall’adesione alla definizione agevolata delle cartelle;

5) Sospensione del pagamento delle utenze relative all’energia elettrica, alla luce ed al gas fino al 30 giugno 2020, salvo proroghe;

6) Sospensione del pagamento delle rate di mutui e finanziamenti di qualsiasi natura, scadenti tra il 16 marzo 2020 ed il 30 giugno 2020, salvo proroghe;

7) Costituzione di un fondo di garanzia per l’accesso al credito al fine di garantire liquidità a copertura dei costi fissi di struttura;

8) Costituzione di un fondo di garanzia per l’anticipazione fatture;

9) Per tutti i versamenti sospesi, previsione di una rateizzazione degli stessi senza aggravio di interessi, per un periodo non inferiore ai 24 mesi;

10) Sospensione degli atti impositivi, in materia previdenziale tributaria, con rinvio di ogni termine sostanziale, di pagamento o di impugnazione nonché processuale, ivi compreso tutte le altre scadenze di contenzioso o contraddittorio con gli uffici;

11) Consentire alle Casse di Previdenza private di destinare somme al sostegno delle attività professionali e di rilasciare certificati di regolarità contributiva per gli iscritti che abbiano compensi da incassare dalla P.A.;

12) Previsione di norme di semplificazione ed accelerazione delle procedure nel campo della realizzazione delle opere pubbliche;

13) Accelerazione del pagamento dei compensi dovuti ai professionisti dalla P.A;

14) Proroga, di almeno dodici mesi, di tutti i termini di scadenza relativi a Permessi di costruire, SCIA, obblighi di convenzione per l’attuazione di programmi e piani urbanistici attuativi, autorizzazioni paesaggistiche etc.;

15) Istituzione immediata di un fondo rotativo per il finanziamento delle progettazioni di opere pubbliche;

16) Proroga di sei mesi dei termini previsti da bandi di gara per bandi di incarico di servizi di ingegneria ed architettura nonché delle scadenze di certificati o SCIA per prevenzione incendi, nonché dei termini per consegna certificati di collaudo e relazioni a strutture ultimate ex L.1086/1971, consegna perizie ex L. Sabatini;

17) Proroga di sessanta giorni dei termini per produrre la documentazione richiesta dai competenti uffici regionali per le pratiche presentate ai sensi degli arti.65, 93, 94 e 94 bis del DPR 380/2001;

18) Richiesta all’UE di rinviare i termini per l’utilizzo dei fondi europei;

19) Assunzione a tempo determinato di professionisti chimici e fisici nelle strutture pubbliche del SSN per fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto e garantire l’espletamento di analisi e controlli sanitari.

“Abbiamo chiesto al Governo, inoltre, un provvedimento che permetta, durante il periodo dell’emergenza e nel rispetto delle regole anticontagio, di tenere sedute e riunioni di consiglio in modalità remota, al fine di non interrompere il funzionamento degli organismi ordinistici che, tra l’altro, diventerebbe anche un’ulteriore criticità per i colleghi professionisti” conclude il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.

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POTENZA: ANCHE LA BASILICATA SI PREPARA ALLA GRAVE EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DERIVANTE DALLA PANDEMIA IN ATTO DA COVID-19

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 13:21

“Anche la Regione Basilicata si prepara alla grave emergenza epidemiologica derivante dalla pandemia in atto da COVID-19”. Afferma il Presidente della IV Commissione, Politiche Sociali, Massimo Zullino.

“Valutato l’assetto delle strutture sanitarie presenti sul territorio, dopo il DEA di I Livello “Madonna delle Grazie” di Matera e il DEA di II livello ‘San Carlo’ di Potenza, l’ospedale San Francesco di Venosa è stato valutato positivamente per l’apertura di un nuovo reparto di ‘malattie infettive’, branca medica considerata di alta specializzazione, poiché la struttura di fatto ancora permette l’utilizzo delle stanze al ricovero dei pazienti.

Con l’istituzione dell’Unità di Crisi e le conseguenti attività di monitoraggio, si prende atto che Venosa risulti essere la sede dal punto di vista tecnico-logistico migliore per la creazione del reparto ‘malattie infettive’. Ora che siamo nei giorni della crisi sanitaria più nera, ogni utile iniziativa tesa a garantire la tutela e la salute dei pazienti, come la riapertura dell’ospedale di Venosa, è finalizzata al non trovarsi impreparati qualora l’epidemia possa intensificarsi sul nostro territorio regionale. Il nosocomio venosino sarà un centro di accoglienza e cura dei pazienti affetti da coronavirus.

Avere una struttura pubblica disponibile in poco tempo è una rassicurazione per tutti i Lucani. Stiamo lavorando affinché la Basilicata possa ridurre ai minimi termini il contagio e dare il massimo supporto ai contagiati”. Continua il DG Esposito del Dipartimento Salute.

“É prevista una capienza di 100 posti letto per il nuovo reparto, che in questo momento sono una primaria necessità per far fronte all’emergenza, oltre che ad essere una valida e lungimirante risposta proiettata anche al futuro. Non è possibile prevedere lo stato di avanzamento e durata del coronavirus, quindi oltre ad essere una garanzia per i cittadini lucani di immediata cura al contagio, la riapertura dell’ospedale oraziano e la disponibilità dei 100 posti letto, rappresenterebbero un’ occasione unica per il rilancio dell’intero comparto sanitario e un’iniezione di fiducia e di speranza per un’area della Basilicata da troppo tempo in sofferenza per le tante spoliazioni subite”. Dichiara l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti Donatella Merra .

“Grande solidarietà e piena collaborazione al Presidente della Regione Basilicata, il Governatore Vito Bardi, che sin dal primo momento, ha gestito l’emergenza nel migliore dei modi, non sottraendosi al proprio dovere, bensì anticipando quelle che solo ora si sono dimostrate essere le misure di contenimento al coronavirus”. Sottolinea il Presidente Zullino.

Infine Zullino e Merra ringraziano tutti i cittadini che hanno compreso la necessità di tendere la mano ed ogni giorno danno il loro piccolo contributo collaborando a seguire le norme di contenimento del virus. Il nostro invito è quello di restare uniti; ormai l’emergenza ha raggiunto livelli preoccupanti e non é più tempo di discutere o creare sterili polemiche. Serve maturità e un forte senso di responsabilità perché si deve pensare come una unica comunità e non altro. Dobbiamo essere in questo momento, in particolare, uno l’esempio dell’altro.

“Tutti siamo chiamati a fare una scelta: collaborare”. Conclude il Presidente Massimo Zullino.

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POTENZA: AI MINISTRI DEL GOVERNO CONTE, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 13:14

Egr. Sig. Presidente, Egregi Sigg. Ministri,

                                                                   l’emergenza sanitaria attuale dovuta al  corona virus  è grave perché  sta bloccando un intero Stato nelle sue attività produttive e sociali e non sappiamo ancora quali potranno essere gli sviluppi futuri, che speriamo non siano più negativi di quelli attuali  per il nostro Paese.

Ma ciò che è più grave è il fatto che in Italia non vi è:

1)    – un piano sanitario nazionale, regionale e provinciale, con il quale si poteva prevenire il danno enorme, inestimabile in vite umane,  alle attività economichedi immagine e quelli futuri che in campo sanitario ci potranno riservare avvenimenti di analogo tipo.

Grave emergenza sanitaria dovuta a coronavirus che si poteva evitare con il progetto sanità di pianificazione dei servizi sanitari del gruppo “Atlante 2000”. Future possibili emergenze in altri settori statali che si potranno evitare con i progetti di riforma strutturale dello Stato dell’Associazione, che danno inizio al “Neoumanesimo dello Stato italiano del terzo millennio”: la rinascita cioè dell’Italia. Richiesta all’Unesco di iscrivere nel registro della memoria del mondo, l’area progettuale del gruppo “Atlante 2000”. Analogia con la Roma antica e i condottieri del terzo millennio.

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POTENZA: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE CONTE: “FERMI I TRENI DEL RISCHIO CONTAGIO CORONAVIRUS”

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 13:08
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, AVV. GIUSEPPE CONTE,

Illustre presidente,

Le rubiamo qualche minuto, pur sapendo quanto il tempo sia prezioso per chi deve guidare il Paese in un momento fra i più difficili, e mentre tanti connazionali, in ambiti e con responsabilità diversi, ci riempiono d’orgoglio e gratitudine per la dedizione e la competenza con cui affrontano la durissima prova. Ma se la risposta a una crisi così violenta non può che essere unitaria, collettiva, un chiarimento dei dubbi su certe decisioni e inspiegabili comportamenti serve, o non si potrà capire cosa stiamo facendo, e perché; il che potrebbe rendere meno convinta l’azione comune. Un lusso che, come Lei e lo stesso Presidente della Repubblica ci ricordate, non possiamo permetterci, per non indebolire lo sforzo del Paese contro questo male.

Come è possibile che dalle zone-focolaio della pandemia possano dilagare ovunque decine migliaia di persone nelle regioni del Sud, in Sardegna, in Liguria, in Versilia? Il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, già alcuni giorni fa ha pubblicamente denunciato il pericolo di un possibile e insopportabile sovraccarico sulle strutture sanitarie regionali, calibrate sul numero degli abitanti della Liguria; il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha sollevato la stessa questione e dinanzi all’esodo ininterrotto dalle regioni-focolaio verso Sud, si è rivolto a quanti stanno rientrando in Puglia (se, finora, gli auto-denunciati sono quasi 17mila, il numero vero è solo ipotizzabile), chiamandoli alla responsabilità, con parole che non lasciano dubbi: “Ci state portando tanti altri focolai di contagio che avremmo potuto evitare. In pochi giorni migliaia e migliaia di persone hanno fatto rientro in Puglia aggravando la nostra già drammatica situazione”.

Come è possibile che ciò avvenga? È chiaro che, in un Paese libero, con norme democratiche, non si può ricorrere a misure durissime adottate altrove, ma la sensazione che le maglie sian troppo larghe, se non inesistenti di fatto, è ormai tanto diffusa da essere ritenuta una certezza. Chi cerca di prenotare un posto sui treni da Nord a Sud, trova da giorni tutti i posti occupati.

Se la situazione è così grave al Nord, dove pure ci sono strutture ospedaliere, mezzi e risorse sconosciuti nel Mezzogiorno, lo scenario diverrebbe ben peggiore, drammatico, per l’espansione del contagio a Sud, favorito da un esodo incontrollato e poco comprensibile in regioni le cui carenze del sistema sanitario sono a tutti note (per colpe non solo locali e di cui magari si dovrà parlare dopo l’emergenza). Se è tanto difficile controllare l’epidemia nelle aree meglio servite del Paese, cosa potremmo rischiare dove le condizioni sono spesso peggiori?

Perché, signor Presidente, nei decreti di questi giorni si consente a decine di migliaia di persone di andare ovunque dal Nord, e specie dalla Lombardia, in particolare al Sud, che già ha problemi di ricettività ospedaliera in tempi normali? Non è questo il momento di chiedersi quanto irragionevole sia stato aver concepito un sistema sanitario squilibrato ma, paradossalmente, ove i focolai della pandemia fossero scoppiati nel Mezzogiorno, più logico sarebbe stato l’esodo da Sud a Nord, visto che già in condizioni ordinarie si ha una notevole e costosa “migrazione sanitaria” in tal senso (4,6 miliardi all’anno). Né è il caso di chiedersi se si sarebbe accettata la messa fuori gioco del sistema ospedaliero del Nord, con l’arrivo da Sud di tanti contagiati che avrebbero imposto l’isolamento o la chiusura di interi reparti.

Nelle autocertificazioni richieste dai decreti si fa riferimento a generiche “necessità” e possibilità di “raggiungere residenze e domicili”. Tutti abbiamo parenti al Nord e sappiamo quanto dolorose siano certe distanze adesso, ma non sarebbe stato più prudente chiedere a queste persone di restare dov’erano (magari da anni) per un paio di settimane? Per senso di responsabilità, e per non mettere a rischio i propri cari, molti lo stanno facendo già autonomamente, ma se i calcoli approssimativi che girano hanno fondamento, come sembra, il numero di “migranti per virus” che si sono mossi fa paura.

Come Lei sa meglio di noi, qualsiasi diritto del mondo prevede una norma e una sanzione per farla rispettare. Non esistono popoli “saggi”: e pensiamo al Sud (con queste fughe folli), pensiamo al Nord (con i tanti fuggiti sulla neve, in Francia, o al mare in Versilia, in Liguria) e pensiamo al resto del mondo (con i cinesi minacciati con i fucili). Ecco perché sarebbe stata e sarebbe doverosa una sanzione o una legge che bloccasse e blocchi chi, in maniera irresponsabile, riempie da giorni i treni, portando seri rischi di diffusione dell’epidemia e di vittime in zone finora “risparmiate”, vanificando i sacrifici di chi invece si è chiuso in casa (compresi bambini e anziani). Bene è stato, signor Presidente, fermare i treni notturni, sia pure soltanto ora, ma suona troppo poco, troppo tardi.

Le chiediamo, pertanto, un urgente pur se tardivo intervento, soprattutto per evitare il radicarsi di una convinzione sempre più diffusa e che vorremmo vedere smentita dai fatti, e cioè che questa scellerata migrazione non sia stata contenuta, per una terribile scelta: alleggerire il sistema sanitario lombardo, con conseguenze, però, devastanti (come già previsto da alcuni virologi) e responsabilità pesanti da parte di chi lo avrebbe deciso, senza chiamare il Paese a condividere una misura così drammatica.

PINO APRILE, M24A-ET, per l’Equità Territoriale

Angelo Forgione, Movimento Vanto

Giancarlo Costabile, Laboratorio Universitario di Pedagogia dell’Antimafia

Alessandro Romano, Centro Studi Meridionali

Antonio Boccia, Centro Studi Ulloa

Gennaro De Crescenzo, Movimento Neoborbonico

Pietro Ioia, Garante dei diritti dei detenuti, Napoli

Domenico Iannantuoni, Comitato NoLombroso

Pino Strati, Associazione Incontriamoci Insieme

Fiore Marro, Comitati Due Sicilie

Emilio Caserta, Il Nuovo Sud

Antonella Leardi, Ass. Ciro Vive

Andrea Tamburelli Lanzara, Parlamento del Sud

Daniele Iadicicco, Terraurunca

Umberto Sofia Crescenzi, Fondazione Francesco II delle Due Sicilie

Francesca Gallello, Radici International
Pino Marino, Daunia Due Sicilie
Salvatore Lanza, Passato e Futuro
Davide Brandi, I Lazzari
Giuseppe Serroni, I Sedili di Napoli
Benedetto Vecchio, MBL
Pino Mosca, Ass. Culturale Brigà
Marco Rossano, Ass. Premio Fausto Rossano
Claudio Saltarelli, Ass. Alta Terra di Lavoro
Carmine Gallucci Brevenews
Ciro Corona, Associazione (R)esistenza Anticamorra
Massimo Iaquinangelo, Ass. New Politik
Cira Celotto, Le Ali di Scampia

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POTENZA: CORONAVIRUS: COLDIRETTI, SCORTE IN DISPENSA PER 4 LUCANI SU 10

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 13:02

In questi giorni di emergenza Coronavirus quasi 4 lucani su 10 (38%) hanno fatto scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovali più disponibili sugli scaffali di negozi, supermercati e discount. Il dato emerge dalla prima indagine Coldiretti/Ixè su “La spesa degli italiani al tempo del coronavirus”. Le raccomandazioni a rimanere in casa

da parte dell’autorità sanitarie e del Governo sono stati raccolti dalla popolazione con ben il 43% degli cittadini che ha tagliato le uscite anche per andare a fare la spesa, che – sottolinea  Coldiretti Basilicata  – rimane peraltro tra i comportamenti consentiti.  “Quasi un lucano su 3 (30%) – spiega la confederazione agricola di Basilicata  – si aspetta che l’emergenza duri almeno fino a Pasqua mentre il 46% pensa che dovremo fare i conti con il virus almeno fino all’estate, un 7% fino al prossimo autunno e infine i più pessimisti (5%) pensano che durerà per tutto l’anno mentre non si pronuncia il 12% della popolazione. Una situazione che – continua  l’organizzazione agricola  – ha cambiato in parte anche le modalità della spesa con l’11% che ha aumentato l’on line mentre il 7% si è rivolto con maggiore frequenza ai servizi di consegna a casa. “ Anche in questa occasione  – sottolinea Antonio Pessolani, presidente Coldiretti Basilicata – l’invito è quello di preferire il  Made in Basilicata, difendere il territorio, l’economia e il lavoro. Un obiettivo sostenuto dalla grande maggioranza dei consumatori (82%) che è d’accordo sul fatto che in questa fase è importante acquistare prodotti locali per tutelare una filiera agroalimentare che dal campo alla tavola garantisce il lavoro a miglia di perone”.

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MELFI: CARCERI/OSAPP : RIVOLTA NEL CARCERE DI MELFI, RISULTEREBBE INFATTI CHE I DETENUTI AS”ALTA SICUREZZA” DA GIORNI CERCHINO CDI IMPORRE CON PREPOTENZA LE LORO REGOLE.

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 12:41

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La rivolta del carcere di Melfi di pochi giorni fa è culminata con il sequestro di 4 appartenenti al Corpo della Polizia Penitenziaria e 5 unità dell’area sanitaria, rilasciati dopo circa dieci ore. Dalla data delle rivolta, i detenuti del circuito “Alta Sicurezza”, si sono imposti con forza e prepotenza, rifiutando di entrare categoricamente nelle proprie celle e, pretendendo di circolare liberamente all’interno delle sezioni detentive, una sorta di autogestione, quando, invece, sarebbero dovuti rimanere  chiusi, nelle sezioni. A dare la notizia è l’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci, che aggiunge : “la situazione del carcere di Melfi, non trova giustificazione neanche in relazione alle emergenze in atto, poiché lo Stato non può consentire una così palese  condizione di resa alle violenze né può piegarsi al volere di chi ha violato le regole e impone con forza criminale le sue regole. Presso il carcere di Melfi si registra una gestione da parte della Direzione gravemente insufficiente che si ripercuote in particolar modo sul personale di Polizia penitenziaria, che vi presta servizio e che dal giorno del sequestro sta vivendo una sequela di gravi difficoltà. La stessa Direzione non sarebbe in grado di porre in essere gli urgenti correttivi rivolti a ripristinare l’ordine e la sicurezza interna, nel rispetto delle norme vigenti  in quanto profondamente  minati dal comportamento dei reclusi. Non va sottaciuto che consimili disordini derivano dalle previgenti condizioni interne nella struttura anche di forte scollamento interno tra le figure apicali, e si riverbera sul personale dipendente, compromettendo il complessivo andamento e la funzionalità dell’istituto di pena. In ragione del ‘caos’ interno ingeneratosi nei mesi precedenti e tuttora in corso la struttura è stata oggetto di visite ispettive, il cui esito è stato probabilmente celato all’interno di qualche cassetto dipartimentale. Come OSAPP chiediamo un urgente ed autorevole intervento da parte delle autorità politiche, laddove appare perdurante l’assenza dei vertici dell’amministrazione penitenziaria ed in particolare del  Capo del Dap della stessa amministrazione Francesco Basentini.”

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POTENZA: Consiglio Nazionale FIMMG del 14 marzo 2020, misure di prevenzione da adottare negli studi medici,

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 12:26

Consiglio Nazionale FIMMG del 14 marzo 2020

 riunito in videoconferenza 

Mozione finale (approvata all’unanimità)

Trasmetto la mozione finale del Consiglio nazionale della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) riunito in videoconferenza il 14 marzo 2020 che ha approvato e diffuso le allegate linee guida con le misure di prevenzione da adottare negli studi medici, nelle sedi di continuità assistenziale e a domicilio per la protezione dei pazienti, dei medici e del personale di studio.
Il documento, in forma di slides, è indirizzato a medici di famiglia e di continuità assistenziale ma riteniamo debba essere conosciuto dalla cittadinanza perchè  illustra con chiarezza come dovrà cambiare l’attività dei medici del territorio e di conseguenza l’assistenza sanitaria rivolta ai cittadini.
Tra gli aspetti più rilevanti quelli che disciplinano le stesse modalità di accesso agli ambulatori dei medici di famiglia e di continuità assistenziale che dovrà avvenire in modo sicuro (a porta d’ingresso chiusa, sempre e comunque preceduto da consulto telefonico, solo su appuntamento con prenotazioni distanziate, un solo paziente alla volta e con eventuale accompagnatore che dovrà sostare al di fuori).

Un commento quale medico di famiglia (con già alcuni pazienti contagiati)
Abbiamo finalmente delle linee guida con le  misure di prevenzione da adottare negli studi medici e a domicilio per la protezione dei pazienti, dei medici e del personale di studio. Le ha predisposte il nostro sindacato visto che nessuno pareva preoccuparsi del territorio dove, secondo il prof. Galli dell’ospedale Sacco di Milano, va combattuta la vera battaglia perché gli ospedali, ormai al limite dei posti disponibili, dovrebbero essere  considerati come le retrovie in cui portare i feriti gravi.
In effetti noi medici di famiglia avremmo la possibilità di intercettare quei pazienti fortemente sospetti che, per  i rigidi criteri fissati per l’esecuzione del tampone di conferma, rischiano di rimanere senza una diagnosi.
Possiamo solo sperare che con l’obbligo di restare tutti a casa (sani e contagiati inconsapevoli) l’ondata di piena dell’infezione non  travolga le regioni del sud come è accaduto al nord.
La tecnologia e la telemedicina hanno forse l’ultima occasione per affermarsi nel territorio.
L’importanza  di queste linee di indirizzo è duplice: sul versante della sicurezza e su quello della tutela medico legale (si prevede ad esempio  – pur senza dichiararla legittimo – il rifiuto di una prestazione sanitaria qualora il medico non sia fornito dei necessari dispositivi di sicurezza).

Dott. Erasmo Bitetti
responsabile comunicazione FIMMG Basilicata

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MATERA: CORONAVIRUS, SANIFICATO REPARTO RIANIMAZIONE OSPEDALE DI MATERA

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 12:17

Nell’ambito delle attività di prevenzione e controllo legate all’emergenza Coronavirus, nella tarda serata di ieri sono state eseguite le operazioni di sanificazione del reparto di rianimazione dell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera. Dei due pazienti non affetti da Covid-19 presenti in reparto, uno è stato trasferito in chirurgia dell’ospedale di Matera e l’altro alla rianimazione dell’ospedale San Carlo di Potenza. Il reparto di rianimazione dell’ospedale di Matera è pienamente operativo. Lo rende noto la task force regionale.

15 marzo 2020 ORE 09.28

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POTENZA: EMERGENZA COVID-19, ANALIZZATI 10 TAMPONI, UNO E’ POSITIVO

Basilicatanews - Dom, 15/03/2020 - 12:13

Il laboratorio dell’ospedale San Carlo di Potenza nella giornata odierna ha analizzato 10 tamponi dei quali 9 sono risultati negativi al Covid-19 e uno positivo. Il tampone positivo riguarda una persona del Materano.
Lo rende noto la task force regionale.  14-03-20 18.30

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POTENZA: VOGLIAMO PRECISARE DI CHIEDERE LA MODIFICA DEI CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DEI CASI SOSPETTI

Basilicatanews - Sab, 14/03/2020 - 13:28

Non chiediamo di fare tamponi a tutti

Premesso che con il comunicato stampa del 13/03 la FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) di Basilicata aveva rivolto al Presidente Bardi un accorato appello per una attenzione particolare alla medicina del territorio alle prese con le difficoltà oggettive di adottare misure efficaci di contrasto all’infezione da COVID-19, con la presente vogliamo precisare che chiedere la modifica dei criteri di individuazione dei casi sospetti non vuol dire in alcun modo sollecitare a fare tamponi a tutti.

Ci rendiamo perfettamente conto, in questa fase emergenziale, delle difficoltà organizzative che la Regione sta affrontando e che in nessun modo dipendono da cattiva volontà o da inefficienza amministrativa, quanto piuttosto dalla difficoltà di approvvigionamento dei dispositivi di protezione, problema comune all’intera nazione.

Abbiamo solo raccolto e trasmesso il grido di allarme di diversi colleghi medici di famiglia in difficoltà nella gestione di casi clinici che potenzialmente possono essere causati dal COVID-19.

Ribadiamo che la richiesta di tampone per coronavirus non può essere avanzata dai singoli cittadini ma prevede la valutazione da parte del medico curante in coordinamento stretto con gli uffici di Igiene Pubblica della regione.

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POTENZA: CORONAVIRUS, AL TAVOLO STATO-REGIONI BARDI, LA SICUREZZA DEI LAVORATORI FCA

Basilicatanews - Sab, 14/03/2020 - 13:22

“Sono molto grato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per aver accolto le preoccupazioni non solo delle organizzazioni sindacali, ma anche della Conferenza Stato – Regioni in merito alla sicurezza dei lavoratori nelle fabbriche in questo difficile periodo, con particolare riferimento allo stabilimento Fca di Melfi e del suo indotto”.

Lo afferma il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che accogliendo le preoccupazioni espresse da diversi sindaci dell’area Vulture – Melfese, aveva evidenziato, nell’ultima riunione della Conferenza Stato – Regioni, la necessità di individuare la migliore soluzione possibile per garantire la massima sicurezza dei lavoratori.

Nei giorni scorsi, infatti, 16 sindaci dell’area in una lettera inviata al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, avevano chiesto al governatore lucano “di rappresentare al Governo, in modo urgente, le preoccupazioni dei rappresentanti istituzionali territoriali, dei lavoratori e delle loro famiglie, sui rischi concreti connessi alle condizioni di sicurezza negli stabilimenti industriali del settore auto nella zona industriale di San Nicola di Melfi.

La lettera era firmata dai sindaci di Atella, Barile, Forenza, Ginestra, Lavello, Melfi, Maschito, Montemilone, Palazzo San Gervasio, Rapolla, Rapone, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte, San Fele e Venosa (Potenza).

Una richiesta fatta propria dal Governatore lucano e portata al tavolo dell’ultima conferenza Conferenza Stato – Regioni.

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POTENZA: BARDI, APPELLO AI LUCANI RESIDENTI FUORI REGIONE

Basilicatanews - Sab, 14/03/2020 - 13:15

“La Lucania è una terra accogliente ma insieme dobbiamo preservarla.

Se in queste ore avete scelto di tornare a casa dalle regioni del nord, per la vostra sicurezza e quella dei vostri cari vi chiedo di registrarvi presso le autorità competenti e di mettervi laddove ne ricorre il caso in quarantena.

Ma se non siete ancora in viaggio il mio consiglio è quello di rimanere dove siete, nelle vostre attuali residenze.

Avremo modo poi, appena è passata questa bufera, di stare insieme.

Lo dobbiamo alla nostra terra, lo dobbiamo ai nostri cari”.

Questo appello è stato rivolto a tutti i lucani che risiedono fuori regione dal Presidente Bardi.

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